Cesare Battisti, il Brasile ordina l’estradizione

Il Presidente brasiliano Michel Temer ha ordinato l'estradizione dell'ex terrorista Cesare Battisti, dopo l'ordine di arresto arrivato ieri. Ma Battisti è ancora irreperibile.

Cesare Battisti
Confermato l'ergastolo a Cesare Battisti, dopo che la Corte d'Assise di Milano ha rigettato la richiesta dei suoi legali a commutare la pena in 30 anni

Il Brasile ha ordinato l’estradizione di Cesare Battisti. Dopo che Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano aveva ordinato ieri l’arresto, oggi il Presidente brasiliano Michel Temer, firmato il decreto di estradizione per l’ex terrorista, che in Italia dee scontare quattro ergastoli. Battisti tuttavia è al momento latitante

L’avvocato di Battisti, Igor Sant’Anna Tamasauskas, ha dichiarato di non sapere dove si trovi il suo cliente, nonostante stia cercando di mettersi in contatto con lui.

Il rischio di fuga

L’arresto, ordinato ieri, era una misura precauzionale per evitare il rischio di fuga in attesa della decisione definitiva sull’estradizione. Battisti, infatti, era formalmente libero, non era sottoposto nemmeno al controllo del braccialetto elettronico, e questo nonostante le autorità italiane avessero più volte chiesto controlli più stringenti. Battisti vive in Brasile dal 2009, e attualmente risiede nella piccola città di Cananeia. Nell’ottobre 2017 era stato arrestato a Corumbà, nello stato di Mato Grosso del Sud, mentre tentava di attraversare il confine con la Bolivia con 6 mila dollari e 1.300 euro non dichiarati. Battisti, in quell’occasione, era stato liberato dopo tre giorni, ma era rimasto comunque sotto processo per esportazione illegale di valuta. Una vicina di casa di Battisti ha dichiaro di non vedere l’ex terrorista da tre giorni.

Il percorso per l’estradizione

 Il Tribunale Supremo brasiliano aveva votato già nel 2010 per l’estradizione di Cesare Battisti, condannato in Italia per quattro omicidi. Il Presidente Luiz Inacio Lula da Silva la negò concedendogli lo status di rifugiato. Sottolineando la natura “strettamente politica” di quella decisione, il giudice Lux ha quindi affermato che il nuovo Presidente potrà rivederla: “E’ nella stessa natura degli atti prodotti nell’esercizio del potere sovrano la loro reversibilità”, scrive il giudice.

Il ricorso di Cesare Battisti

I media brasiliani sono convinti che gli avvocati di Cesare Battisti faranno ricorso. Dal canto loro, gli avvocato non hanno rilasciato alcuna dichiarazione perché sostengono di non aver ancora avuto accesso agli atti.

L’arresto del 2007 e lo status di rifugiato politico

Battisti è stato arrestato nel 2007 in Brasile. Si era rifugiato in Brasile dopo aver lasciato nel 2004 la Francia, dove aveva vissuto dagli anni ’80, protetto dalla ‘dottrina Mitterand’ e con una carriera da scrittore. Nel 2009 ha ricevuto lo status di rifugiato politico dall’allora Ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro. Nonostante questo, il Tribunale Supremo Federale nel 2010 ha concesso l’estradizione, poi negata dal Presidente Lula. L’anno seguente il Tribunale ha ratificato la decisione del Presidente e il Governo ha concesso a Battisti la residenza permanente in Brasile.

Le dichiarazioni di Alberto Torregiani

Alberto Torregiani, figlio dell gioielliere ucciso nel 1979 dai Proletari armati per il Comunismo ha ricevuto la notizia del decreto di estradizione con soddisfazione ma anche con rabbia per la fuga dell’ex terrorista. “Si è reso irreperibile non so quante volte. Possibile che quando è stato chiesto il suo arresto non si potesse mettere un agente davanti alla sua porta per controllarlo? dovevo sorvegliarlo io?, ha dichiarato.

La reazione delle autorità italiane

Il presidente eletto, Jair Bolsonaro, ha dichiarato che considera l’estradizione di Cesare Battisti come un “piccolo regalo” per il popolo italiano. La condotta del Brasile è stata molto apprezzata da Matteo Salvini, che ha affidato il suo commento a twitter:  “Un ergastolano che si gode la vita, sulle spiagge del Brasile, alla faccia delle vittime, mi fa imbestialire! Renderò grande merito al presidente Jair Bolsonaro se aiuterà l’Italia ad avere giustizia, ‘regalando’ a Battisti un futuro nelle patrie galere”.
Da canto suo, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, parla di “soddisfazione solo quando Battisti sarà estradato in Italia”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.