Vincenzo Rappa, confiscati beni per 200 milioni di euro agli eredi dell’imprenditore

Confiscati immobili di valore storico-artistico, come l’edificio del Settecento denominato “Palazzo Benso”, oggi sede del Tar di Palermo.

Casamonica
I Carabinieri "liberano" nuovamente la casa dei Casamonica, occupata dalla nuora del boss.

Beni per oltre 200 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Palermo agli eredi dell’imprenditore Vincenzo Rappa. Confiscati immobili di valore storico-artistico, come l’edificio del Settecento denominato “Palazzo Benso”, oggi sede del Tar di Palermo. Le indagini hanno consentito di ricostruire la vita dell’imprenditore edile Vincenzo Rappa. Il Rappa era stato condannato nel 2004  dalla Corte d’Appello di Palermo per concorso in associazione mafiosa e riciclaggio.

Il legami dell’imprenditore con cosa nostra

Dagli accertamenti è emerso che Vincenzo Rappa aveva avuto legami con molti personaggi di cosa nostra. Tra questi, Raffaele Ganci, della famiglia della Noce, esponenti della famiglia Madonia e della famiglia di Resuttana, i membri della famiglia Galatolo dell’Acquasanta, la famiglia di Borgetto. Gli accertamenti hanno fatto emergere una mancanza di uniformità fra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati dal Rappa.

Il Tribunale di Palermo afferma: “Le condotte poste in essere da Vincenzo Rappa non si sono limitate alla contiguità o vicinanza a cosa nostra, ma si sono sostanziate in azioni funzionali agli scopi associativi”. Secondo le accuse, l’imprenditore, negli anni, avrebbe finanziato esponenti di cosa nostra. Questo per ottenere, in cambio, la possibilità di realizzare importanti operazioni immobiliari, traendo vantaggi nel settore dell’edilizia privata come in quello dei pubblici appalti.

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Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.