Incendio a Roma, brucia impianto per trattare rifiuti

L'incendio è divampato al Tmb Salario, producendo una nume di fumo nero ben visibile da più zone della capitale.

Un deposito dell'Atac ha preso fuoco a Ostia
Un deposito dell'Atac ha preso fuoco a Ostia

Un grosso incendio è scoppiato nello stabilimento dei rifiuti di via Salaria nella periferia nord-orientale di Roma. Sul posto sono intervenute 12 squadre di vigili del fuoco. L’intervento nell’impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb), molto contestato dagli abitanti del quartiere, è tutt’ora in corso. L’obbiettivo dei vigili è quello di evitare la propagazione delle fiamme ai capannoni vicini.

Nube di fumo e odore acre

La nuvola di fumo tossico ha raggiunto le aree abitate della zona, ma è visibile anche a grande distanza. I quartieri sono inoltre cinti d’assedio dall’odore acre e insopportabile, e per questo l’Arpa è al lavoro per monitorare la qualità dell’aria. “In seguito all’incendio sviluppatosi nell’impianto Tmb Salario, per ragioni precauzionali le raccomandazioni sono di chiudere le finestre laddove si percepisce odore, ma soprattutto evitare attività all’aria aperta ed evitare di consumare prodotti colti nell’area circostante all’incendio”, comunica in una nota il Campidoglio. In merito è intervenuto anche il presidente del Municipio III di Roma Giovanni Caudo:”Per precauzione l’asilo a ridosso dell’impianto è chiuso. I vigili del fuoco ci hanno avvisato che non ci sono allarmi da nube tossica. Per precauzione comunque invito la cittadinanza del Municipio a tenere le finestre chiuse con particolare attenzione alle scuole che invitiamo anche a non far uscire i ragazzi in cortile. Invito inoltre le persone che hanno difficoltà respiratorie a evitare di uscire all’aria aperta nelle zone esterne e prossime all’impianto. C’è attiva una cabina di regia con vigili del fuoco, se ci sono nuove segnalazioni di allarmi vi avvertiremo per tempo”.

Le parole della Raggi

Sto andando a verificare di persona la  situazione. Voglio lanciare un appello a tutte le città del Lazio e alle altre regioni affinchè collaborino in questo momento, soprattutto alla vigilia di Natale, per risolvere temporaneamente e nel minor tempo possibile questa situazione. Un incendio doloso? La procura sta indagando, non mi pronuncio” – ha dichiarato la prima cittadina della capitale

Il Tmb Salario tratta circa 600 tonnellate di spazzatura al giorno. Una quantità pari a un quinto della produzione giornaliera di rifiuti in città. La struttura, di cui da anni cittadini e comitati di zona chiedono la chiusura per via dei miasmi e dei fumi prodotti, dovrebbe rimanere attiva come Tmb fino alla fine del 2019. Poi verrà riconvertita, sempre però come sito di trattamento dei rifiuti.

A lanciare l’allarme è stato il custode della struttura che ha raccontato di aver sentito uno scoppio. Sul posto i carabinieri della compagnia Roma Montesacro, che indagano sull’accaduto. L’assessore all’Ambiente del Campidoglio Pinuccia Montanari ha spiegato che “è stata attivata una cabina di regia permanente con la Regione per valutare le azioni da mettere in campo ed eventuali rischi per la popolazione e di attendere la valutazione da parte degli esperti competenti per possibili provvedimenti a tutela della salute dei residenti della zona”.

La rabbia dei comitati cittadini

Non ha mancanto di dire la sua nemmeno Adriano Travaglia, presidente del comitato Villa Spada, da anni impegnato sul territorio per chiedere la chiusura dell’impianto.“Fin dal 2011 combattiamo questa battagli. Nessuno ci ha mai creduto. Lo abbiamo detto a tutti i tavoli e ultimamente anche alla Camera e al Senato. L’assessore all’Ambiente del comune, Montanari, uscendo da qui ha detto che adesso aprirà un tavolo di crisi, ma quando glielo abbiamo chiesto noi di mettersi attorno al tavolo non ci hanno voluto dare retta. Siamo preoccupatissimi per la salute dei cittadini. Questo danno ambientale causato da loro, avrà conseguenze su di noi per anni”.

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Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.