Strage in discoteca ad Ancona, diventano otto gli indagati

Gli inquirenti stanno lavorando ad ampio raggio per stabilire le rispettive responsabilità. Nella strage di Corinaldo hanno perso la vita sei persone.

Ucciso il fratello di un pentito d
Marcello Bruzzese era il fratello di Girolamo, pentito di 'ndrangheta

Il giovane minorenne non è l’unico indagato per la morte di cinque ragazze e una donna avvenuta a Corinaldo nella discoteca “Lanterna azzurra”. Si indaga per omicidio preterintenzionale, oltre che per lesioni colpose e dolose. Nel registro, intanto, sono finite altre sette persone. A fare il punto della situazione sono stati il procuratore capo di Ancona Monica Garulli e il procuratore per i minorenni del capoluogo marchigiano Giovanna Lebboroni.

ne parliamo in pausa pranzo

Tragedia di Ancona, da accertare le responsabilità

Tra gli indagati figurano i quattro proprietari dell’immobile e i tre titolari della società che gestiscono la discoteca. L’accusa è quella di concorso in omicidio colposo aggravato. Per entrambi i filoni d’indagine, i pubblici ministeri stanno ancora lavorando per accertare le specifiche responsabilità.

Il 16enne, rintracciato sabato a Senigallia, è stato inserito nel registro degli indagati. «La consistenza indiziaria è flebile – ha spiegato il pm Lebboroni – e sarà tutta da valutare. Il ragazzo è stato indicato da tre persone e in modo generico. Molti sono concordi nel dire che all’improvviso il locale sia stato cosparso di qualcosa nell’aria. A terra è stata trovata una bomboletta di spray al peperoncino. Questo ci induce a pensare che sia una possibile concausa dello spargimento della sostanza irritante. Tutto questo, però, non esclude che ce ne possano essere state altre. Abbiamo a che fare con molteplici episodi in cui la morte è stata la conseguenza di una o più cause».

Strage a Corinaldo, diverse situazioni da verificare

Sabato mattina i carabinieri di Senigallia hanno rintracciato il 16enne nel residence di residenza. L’accusa, a suo carico, è detenzione di stupefacenti. Secondo l’agenzia Ansa si ipotizza che il ragazzo faccia parte di una banda di rapinatori dedita all’utilizzo di spray, in luoghi affollati, con l’intento di rubare. A riguardo, però, gli inquirenti hanno ancora diversi dubbi.

Commenta su Facebook
Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.