Dottoressa aggredita a colpi di cacciavite, accade a Crotone

Il reponsabile è un cinquantenne che voleva vendicarsi sul medico per la morte della madre.

Crotone, Dottoressa Aggredita A Colpi Di Cacciavite
Crotone, Dottoressa Aggredita A Colpi Di Cacciavite

Ennesima aggressione in ospedale ed ennesima aggrassione a un medico. Una dottoressa del San Giovanni di Dio di Crotone è stata colpita al collo a colpi di cacciavite. Il reponsabile è un cinquantenne, arrestato dalla polizia. Stando alle prime informazioni, l’uomo voleva vendicarsi del medico per la morte della madre, ricoverata nel reparto dove la dottoressa lavorava. Il medico non si troverebbe in pericolo di vita. Soccorso dal 118, è stato ricoverato con una prognosi di 30 giorni.

Aggressione ai medici, non una novità

A salvare la dottoressa è stato un migrante di origine marocchine. Il ragazzo si trovava per caso nel piazzale antistante il nosocomio, ed è stato il primo a intervenire. Grazie alla sua intromissione, l’aggressore non è riuscito a colpire una seconda volta il medico.

“Sono già successi altri casi di aggressioni ai medici” -denuncia Giuseppe Brisinda, primario di Chirurgia generale all’ospedale crotonese. “Quello che è accaduto alla collega è un gesto folle, fuori da ogni logica. Conosco la dottoressa ed è una collega esperta. Sono contro la militarizzazione degli ospedali ma occorre fare qualcosa subito. Questo è l’unico ospedale della provincia e chiaramente è il punto di riferimento della popolazione. Ci sono tantissimi accessi e spesso emergenze. Occorrerebbe lavorare su un cambiamento radicale della cultura. Bisognerebbe iniziare dal rapporto medico-paziente, evitando attraverso un maggior dialogo che si arrivi a situazioni simili”.

“Siamo costretti a registrare l’ennesimo atto di violenza verso una collega” lamenta Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale Ordini dei medici. “Siamo vicini a lei, alla famiglia, ai colleghi. Le parole non bastano, non ci bastano più. Chiediamo al Governo un atto concreto. Trasmuti il Disegno di legge sulla violenza contro gli operatori sanitari in un Decreto legge, in modo da renderlo subito esecutivo. In alternativa inserisca un emendamento sulla materia all’interno della Legge di bilancio, prevedendo la procedibilità d’ufficio per gli aggressori, che scatterebbe in automatico se i medici fossero sempre considerati pubblici ufficiali. La situazione dei nostri medici, dei nostri infermieri, dei nostri operatori è urgente. Una vera emergenza di sanità pubblica, che mina alla base il nostro Servizio Sanitario nazionale. Diciamolo forte, diciamolo tutti insieme, cittadini, medici, decisori: Basta con la violenza“.

Il Ministero della Salute al lavoro per inasprire le pene

“Sentiamo spesso di episodi di violenza sul personale medico” dichiara Maria Elisabetta Barbuto insieme a Margherita Corrado, rispettivamente deputata e senatrice del Movimento 5 Stelle. “Questo dimostra quanto sia necessario il lavoro che sta portando avanti il nostro ministro della Salute Giulia Grillo per inasprire le pene per questo tipo di reati inaccettabili. Chi lavora per tutelare la salute dei cittadini ha bisogno di farlo in tutta sicurezza e serenità. Il Ddl è stato già approvato in Consiglio dei ministri. Prevede, oltre che l’aggravamento delle pene, anche la costituzione di un Osservatorio nazionale anti-violenze. A Crotone, purtroppo è già il secondo episodio di violenza contro il personale medico in pochi mesi. Abbiamo già contattato le autorità locali. E’ stata predisposta l’intensificazione della vigilanza nei pressi dell’ospedale e le indagini proseguiranno. Nel frattempo auguriamo alla dottoressa una pronta guarigione e ringraziamo il venditore ambulante che è intervenuto salvandole la vita”.