Grande Barriera Corallina minacciata dalle temperature da record

La Grande Barriera Corallina australiana sull'orlo di un grave evento di sbiancamento dei coralli a causa delle temperature oceaniche più elevate della media

Grande Barriera Corallina Australiana
Grande Barriera Corallina Australiana

Le temperature oceaniche più elevate della media mettono in ginocchio la Grande Barriera Corallina che rischia uno sbiancamento dei coralli. L’allarme viene lanciato dall’Australian Institute of Marine Science (Aims). c’è stato un aumento da 1,0 a 2,5 gradi centigradi registrato nelle ultime settimane. L’oceanografo dell’Aims Craig Steinberg ha dichiarato che l’area Patrimonio Mondiale dell’Umanità sta affrontando un’enorme minaccia.

Stiamo dicendo addio alla Grande Barriera Corallina?

“La nostra conoscenza e la comprensione a lungo termine delle acque del Nord Australia ci dicono che il riscaldamento degli oceani esercita un’enorme pressione sull’ecologia della barriera corallina. Se le condizioni di ondata di calore persistono o peggiorano, possiamo aspettarci che i coralli mostrino stress e sperimentino un certo livello di sbiancamento”.

Il tale processo può determinare tassi di crescita stagnanti, diminuzione della capacità riproduttiva, aumento della suscettibilità alle malattie e calo della diversità genetica e delle specie. Grazie a satelliti, stazioni meteorologiche e a robot per il monitoraggio delle temperature dell’oceano in tempo reale, esiste una rete di 170 misuratori di temperatura elettronici. Essi sono distribuiti nei 350mila km quadrati della barriera corallina.

“Abbiamo impiegato l’aliante subacqueo Imos (Integrated Marine Observing System) nelle aree problematiche delle acque a nord-est di Townsville. Con i suoi sensori di bordo, l’aliante fornisce ai nostri scienziati informazioni sulle caratteristiche a diverse profondità della colonna d’acqua. Comprende anche la temperatura e la luce, per aiutare a spiegare i livelli osservati di sbiancamento dei coralli. Conoscere quanto è profondo lo strato superficiale caldo può aiutare a determinare la profondità alla quale i coralli potrebbero subire stress da calore” Dichiara Steinberg

Situazione sul filo del rasoio

Descrive la situazione “sul filo del rasoio“, l’amministratore delegato dell’Aims Paul Hardisty. Afferma che la tendenza al riscaldamento degli oceani significa che la possibilità di eventi di sbiancamento dei coralli è notevolmente aumentata negli ultimi anni.

“Il prossimo grande evento di El Niño, che di solito provoca temperature più calde del mare sulla barriera corallina in questo periodo critico dell’anno, rappresenta un rischio reale. Dobbiamo essere preparati poiché gli oceani continuano a riscaldarsi. L’entità e la gravità del danno da sbiancamento del 2016 e 2017 ha messo in luce la minaccia critica che il riscaldamento delle temperature oceaniche pone alle barriere coralline”.

I coralli impiegano circa un decennio per riprendersi da un evento di sbiancamento. Hardisty dichiara che senza una riduzione delle temperature globali, la salute della barriera corallina potrebbe continuare a diminuire.

“Se vogliamo salvaguardare le barriere coralline per il futuro, dobbiamo anche iniziare a sviluppare opzioni per intervenire sulla Grande Barriera Corallina. Aiutarla ad affrontare meglio i cambiamenti climatici, unitamente alla riduzione delle emissioni globali di gas serra”, ha affermato.

Elena Siotti
Sono Elena, ho 22 anni e frequento il terzo anno della facoltà di scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Poter scrivere per Ci Siamo.info rappresenta per me un grande traguardo e spero che sia il primo di tanti altri.