Il calcio può ripartire? Sileri: “Solo a porte chiuse”

Al momento non ci sono date certe, ma resterebbe il problema dei contatti in campo

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Foto: Twitter - Juventus

Ormai da qualche giorno si parla di una ripresa del campionato di Serie A, fermo dall’ultimo weekend di febbraio in cui era andata in scena una giornata piuttosto surreale, disputata a porte chiuse, che aveva visto il ritorno della Juventus in testa alla classifica in seguito alla vittoria contro l’Inter. Al momento non ci sono ancora date certe, ma i vertici del mondo del pallone sono al lavoro per programmare ogni aspetto e non vanificare le gare disputate nei mesi passati. Tutto ovviamente avverrebbe con il massimo della cautela, secondo un protocollo stilato dalla FIGC.

Ripresa campionato Serie A – Si fa strada l’ipotesi porte chiuse

Praticamente impossibile, però, pensare a un calcio nelle modalità tradizionali. Il pubblico, infatti, non potrà essere presente sugli spalti a sostenere la propria squadra.

Il numero dei contagi scende, come quello in terapia intensiva, per questo l’opera di contenimento sta avendo l’effetto desiderato. Pensiamo alla Fase 2. – sono le parole di ierpaolo Sileri, vice-ministro per la Salute, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli -. Bisognerà sempre tenere la distanza sociale e l’uso della mascherine. Il problema sono gli sport di gruppo perché tornare alla normalità dipenderà soprattutto dai focolai che si osserveranno nelle prossime settimane. Serve una posizione scientifica sul calcio, gli stadi non possono riaprire al pubblico. E’ verosimile far ripartire il calcio a porte chiuse, ma da medico dico che potrebbe esserci comunque qualche problema”.

Il calcio, però, a ogni livello è uno sport di contatto e questo striderebbe con le precauzioni che ci sono state raccomandate in queste settimane per non favorire il contagio. “Niente spettatori, ok, ma i calciatori entrerebbero in contratto tra loro – aggiunge – Il protocollo è stato stilato in maniera appropriata, ma aspetterei ancora un po’ di tempo per valutare l’andamento del’epidemia. Il numero di tamponi necessario potrebbe essere più alto di 1.400. Per quanto riguarda gli stadi, invece, è un problema relativo perché se non ci sono i tifosi non ci sarebbero rischi da questo punto di vista. Dove giochi giochi, va bene uguale”.

Possibile anche che possano essere ridotte le restrizioni per chi ama praticare sport, anche in modo amatoriale. “Il 4 maggio è la data di apertura prevista – continua Sileri – ma avremo bisogno di adottare delle misure di sicurezza come la distanza sociale e le mascherine. Lo sport individuale si potrà praticare anche a livello amatoriale, ma non più di 40 minuti“.