Il Boxing Day e l’oppio del popolo

Il Boxing Day in salsa italiana, durante le ultime due stagioni, è stato venduto come la soluzione a ogni male. Oppio del popolo: è l’uomo che fa la religione e non è la religione che fa l’uomo. É il calcio a creare i propri clienti, non sono i tifosi a indirizzare il calcio. Succede sempre meno anche all’estero, dove c’è più rispetto; non avviene da anni in Italia, dove il rispetto si è smarrito nel tempo che fu.

Ci hanno raccontato che il problema del calcio italiano passava anche dall’introduzione del Boxing Day; un po’ come se gli inglesi affermassero che il problema della Brexit è l’assenza del bidet. Il Boxing Day & Chips ha certamente riscosso più successo fuori dall’Inghilterra di quanto ne abbia avuto, in centinaia di anni, il bidet fuori dall’Italia.

Oggi il calcio di Santo Stefano è stato pensionato e non se ne parla neanche più.

«Le partite vanno giocate quando le persone hanno il tempo per vederle» 

É la frase che affollava i bar e le pagine dei principali quotidiani dello Stivale in questo periodo dell’anno, durante le ultime due stagioni. É arrivato poi il VAR a completare la trasformazione del calcio italiano. Speravamo fosse il turno degli stadi, dei settori giovanili, delle cose importanti insomma. Invece, dopo le più classiche supercazzole prematurate per rincoglionire il popolo, ecco che è il calcio di Santo Stefano è sparito. Eppure il Boxing Day aveva funzionato, se non fosse stato per la pausa semplicemente posticipata che ha trasformato tutto nell’ennesima farsa. Eppure il VAR stava funzionando, seppur tra una polemica e l’altra, in perfetto stile italiano, sia stato delegittimato anche dalla UEFA.

Oggi l’oppio del popolo è Zlatan Ibrahimovic

Il ritorno di Zlatan Ibrahimovic, oggi, affolla le pagine dei quotidiani e i bar d’Italia. É sempre calciomercato, del resto. Non costa nulla, si può inventare ciò che si vuole e tiene impegnati i clienti a casa, davanti al televisore; ché allo Stadio non è proprio gradito il pubblico, altrimenti agevolerebbero i nuovi stadi invece che ostacolarli. Vanno ridiscussi i Diritti televisivi, unico sostentamento del calcio nostrano, e le offerte sono ai minimi storici, servono ascolti tv.

La telenovela Ibra, quindi, è quel grande classico che non tramonta mai, come Una poltrona per due. Non importa che Zlatan sia lontano dai campi da ormai due mesi e che ce ne metterebbe altrettanti per tirarsi a lucido. Non importa che abbia 38 anni e pensi al ritiro con più desiderio di quanta voglia abbia di riabbracciare il Milan.

Il Milan ha perso 5 a 0 contro l’Atalanta e serve una supercazzola prematurata che rincoglionisca il popolo. Ammesso e non concesso che Ibra arrivi realmente in Italia, magari proprio al Milan: quale progetto utile al calcio italiano contribuirebbe a creare? L’Italia si potrebbe vendere come la MLS ma con strutture peggiori, nulla di più.

Potrebbe certamente aiutare a risollevare le sorti del Milan. Se anche i Rossoneri dovessero recuperare il divario con l’Europa, però, conti alla mano, si potrebbero iscrivere alle competizioni UEFA? Tutto tace, sia tra chi chiede che tra chi risponde.

Il problema è la classe dirigente

Il problema, traducendo il tutto, è che il calcio italiano è privo di una classe dirigente degna di essere considerata tale. É così in politica, per quanto riguarda il paese, ed è così anche nel pallone. Dopo il caso Gaetano Miccichè, ecco che si rispolvera Giancarlo Abete, che fa sempre Natale. Dopo tanti strombazzati cambiamenti e proclamate rinascite del calcio italiano, le poche squadre con una dirigenza seria stanno facendo una buona stagione, nulla di più, penalizzate da un sistema fatiscente, mentre le altre perseverano nella mediocrità e nella totale mancanza di idee in cui gigioneggia, da almeno una quindicina d’anni, tutto il calcio italiano.

I tre flop

Il Milan è l’emblema di come si può sbagliare tutto e continuare a sbagliare per totale mancanza di un reale interesse sportivo. Il Napoli è l’esempio di come, se non fai manutenzione regolare all’abitazione, prima o poi rischi di avere una perdita così grossa da dover rifare tutto l’appartamento. Il Torino è il più classico dei progetti editoriali di Urbano Cairo: brillante in apparenza ma privo di contenuti.

Cambia tutto per non cambiare nulla

La Fiorentina di Rocco Commisso, così come altre balbuzie italiane, erano invece più prevedibili. Firenze deve avere pazienza e dare tempo a un nuovo progetto che pare più moderno di altri; il resto ormai si conosce alla perfezione. C’è qualche sorpresa che dipingiamo come esclusiva italiana mentre nel resto d’Europa è la norma; ci sono l’Inter di Antonio Conte, la Lazio di Simone Inzaghi, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini e la Roma di Paulo Fonseca che si è affidata a dirigenti competenti, finalmente; c’è la Juventus di Maurizio Sarri e del costante confronto con quella di Max Allegri. La Juventus del tridente, quella del trequartista, di Cristiano Ronaldo, Dybala e Higuain, di De Ligt e Chiellini, della Champions League, del bel gioco che non si vede, però i risultati ci sono.

Oppio del popolo

La Supercoppa italiana intanto è andata alla Lazio, mentre CR7 piangeva: per sé stesso o per la squadra? Dopo il 5 a 0, Gazidis ha chiamato Ibrahimovic che ora è più sereno e vuole il Milan. Prima non dormiva di notte, ma adesso c’è il calciomercato e dorme benissimo. Dorme bene anche Conte, perché l’Inter a gennaio comprerà tutti, anche più del Milan, che arriverà quarto grazie a Ibra e al fatto che si chiama Milan, poi ci sono un sacco di allenatori nuovi, la Juventus che deve vincere la Champions League però attenzione all’Atalanta, il Cagliari in Europa. All’occorrenza ci sono anche Wanda Nara e Icardi, Balotelli e Cassano… fuma, fuma che quest’anno non c’è il Boxing Day e fino al 6 gennaio è lunga…

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.