Gattuso, Ancelotti e altre Supercazzole di Serie A

Gattuso aveva incontrato De Laurentiis. Carlo Ancelotti aveva invece ostentato sicurezza, come fosse ignaro della trama che si tesseva alle sue spalle.

Rino Gattuso aveva già incontrato Aurelio De Laurentiis, domenica. Carlo Ancelotti, esonerato dopo la qualificazione agli ottavi di Champions League, aveva invece ostentato sicurezza, sabato; come fosse ignaro della trama che si tesseva alle sue spalle.

In realtà era da tempo che ci si aspettava lo strappo: Massimiliano Allegri, Luciano Spalletti, Gennaro Gattuso, appunto, erano gli indiziati per sostituirlo. É stato fatto anche il nome di Edy Reja e, qualcuno, pare abbia nominato persino Ottavio Bianchi; che i ritorni vanno di moda, ultimamente. 

Come se fosse antani

Chiaramente nessuno ha ancora fatto chiarezza sull’accaduto, mentre gli attori protagonisti si ringraziano e si promettono amicizia eterna. Strano per due signori maturi che, in 40 giorni, hanno distrutto tutto quello che avrebbero voluto costruire: «Ancelotti a vita al Napoli, come Ferguson a Manchester», disse il Presidentissimo. Come se non si fosse capito che queste esternazioni non portano bene, mai.

Prematurata la Supercazzola

Pare strano che il buon Carletto non sapesse nulla. Tutti ne parlavano. Pare strano che Ancelotti non fosse a conoscenza dell’incontro tra il suo promesso amico ADL e suo fratello minore, come l’ha definito, Rino. Pare strano che tutto andasse bene, anzi meglio, come dichiarato dallo stesso Ancelotti sabato sera. Pare strano, insomma, che passi tutto per essere normale.

Un giorno forse ci faranno un Cinepanettone e noi capiremo che era molto meglio restare alla famiglia del Mulino Azzurro: «Tra noi c’è un rapporto limpido e sincero. Mi spiace aver letto che ci sono stati dei dissidi. Tutto ciò non è vero. Mi dispiace che le cose siano andate così, però spesso tra marito e moglie ci si separa, ma si mantengono buoni rapporti. Noi abbiamo coltivato un sogno insieme, un giorno ci siamo svegliati e ho cercato, visto il suo palmares, di proteggerlo e dire: proseguiamo ognuno per la sua strada».

Prematurata la supercazzola, il Presidentissimo ha poi presentato Ringhio Starr (sì, l’ha detto veramente, N.d.R.) come il Mister che ha compattato il Milan assimilando il gioco di Maurizio Sarri e portandolo al quinto posto, come se fosse antani.

Come scusi?

Lo stesso Gattuso che fino a qualche mese fa era un incapace, cacciato dal Milan perché il suo gioco non era presentabile?

Così, più o meno, disse Paolo Maldini, quando cercò di difendere in extremis il Maestro Giampaolo. Il tecnico, celebre per aver inventato il gioco del calcio dopo Arrigo Sacchi, era la scelta estiva della nuova dirigenza del Milan per provare a cambiare mentalità e passo, dopo il pessimo gioco di Gattuso. Prendere degli scolari giovani e bravi e affidarli a un Maestro di calcio, sembrava la terapìa tapiòca più corretta. Gattuso avrebbe voluto qualche elemento di spessore, questo sprovveduto! Invece si è scelto Stefano Pioli e il Milan è tornato a giocare come con Gattuso, anche grazie a un po’ di Bonaventura e scribàcchi confaldina? Come antifurto di Ibra, per esempio.

Gattuso per Ancelotti

Gattuso, quindi, nella supercazzola prematurata di ADL è il nuovo Sarri, sostituito due anni fa perché serviva un gestore di campioni e non più un Maestro di calcio. Antani come se fosse antani, ecco che si ritorna all’antico anche a Napoli come a Milano, sponda rossonera, che rivorrebbe Ibrahimovic e Ancelotti insieme, forse anche Allegri e quello scudetto perso nello spogliatoio. Diverso da quello perso in albergo a Firenze.

Solo non si vedono l’Inter e la Juventus

No, mi permetta. No, io… scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due. Oltre a Napoli e Milan, infatti, anche Juventus e Inter non sono esenti da terapìe tapiòche per cambiare mentalità. L’Inter trattava Antonio Conte mentre rinnovava la fiducia a Luciano Spalletti. La Beneamata è tornata ad affidarsi a uno Special One, che quasi riusciva nel miracolo di qualificarsi agli ottavi di Champions League con Cristiano Biraghi titolare.

La Juventus rinnovava la fiducia ad Allegri, dopo il suo quinto scudetto, mentre aveva deciso di affidarsi a un Maestro di gioco: Pep Guardiola prima, poi il suo Sottosopra Maurizio Sarri. Stranger Things.

Sarri, chiamato a scardinare il credo della Vecchia Signora, si è ritrovato a fare il politico… senza contare che la supercazzola prematurata ormai ha perso i contatti col tarapìa tapiòco.

Le quattro contendenti, anzi due

Mentre il Napoli si suicida, la Juventus di Allegri non esiste più. Il problema è che non esiste neanche quella di Sarri. É una Juventus che ottiene risultati, certo, ma che non ha ancora una propria identità. Vive quasi in autogestione, in coma vigile, in attesa di capire cosa vuole essere. Chissà se tornerà all’antico oppure vincerà il Sarrismo.

Mentre il Milan arranca a causa della falsa partenza, l’Inter di Conte si prende la scena. É prima in classifica, solida e concreta, logica come non mai. Stai a vedere che veramente l’Inter non è più pazza e la tarapìa tapioca ha funzionato come se fosse antani.

Ci hanno provato anche in Champions League e ci sono quasi riusciti. Purtroppo, le 11 riserve del Barcellona sarebbero titolari -probabilmente stelle indiscusse- in qualsiasi Club di Serie A. Minorenni che hanno scherzato la capolista della Serie A. Siamo sinceri, suvvia, è gratis.

Io non amo Conte, capisco anche l’antipatia che può suscitare, ma non gli si possono dare colpe, né questa volta, né per le precedenti eliminazioni. Siamo noi italiani, purtroppo, che pensiamo sempre di contare più di quel che valiamo realmente, non solo calcisticamente. Siamo allergici ai progetti a lungo termine.

L’Atalanta si è qualificata agli ottavi di Champions League. Complimenti! Personalmente, sono felice di aver visto dal vivo la prima vittoria in Champions League della Dea.

La differenza con l’Inter eliminata è che l’Atalanta è rodata nei propri meccanismi e due dei tre avversari del girone erano alla portata, a differenza del Borussia Dortmund e di uno Slavia Praga che, l’anno scorso, stava eliminando il Chelsea di Sarri ai rigori.

Tra le due litiganti ecco la Lazio

Inter prima, Juventus a ruota con la freccia pronta per il sorpasso. Sarri mastica e filosofeggia. Conte bisbiglia e si giustifica. Fonseca inventa. Gasperini compie il miracolo Champions. Maran sogna. Pioli equil-Ibra. Inzaghi gigioneggia.

Il dopo Allegri sarebbe potuto essere Simone Inzaghi. Potrebbe essere lui il guastafeste. Colui che, tra i due litiganti, potrebbe godere con scappellamento a destra. Per due. Allegri e Spalletti. Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. É assenza dalle coppe europee. É avere solo una competizione su cui concentrarsi e una rosa ricca di alternative.

Amici miei

Non è una stagione particolarmente entusiasmante, almeno in Italia, però tra tutte queste supercazzole si spera sempre nella zingarata. Una partenza senza meta e senza scòpi, un’evasione senza programmi che può durare un giorno, due o una settimana. Il bello della zingarata è proprio questo: la libertà, l’estro, il desiderio… come l’amore. Nasce quando nasce e quando non c’è più è inutile insistere. Non c’è più! Come l’amore tra Aurelio e Carletto, sostituito da Gattuso: in bocca al lupo Ringhio!

Redazione CiSiamo
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