Svolta storica per il calcio femminile: le calciatrici diventano professioniste

Approvato in Senato l'emendamento che equipara le condizioni degli uomini a quelle delle calciatrici

Esultanza delle calciatrici dell'Italia femminile (Foto: Twitter)

Ormai da qualche tempo l’attenzione nei confronti del calcio femminile, grazie anche alla scelta di diversi club del massimo campionato di allestire una squadra, è certamente in crescita. La popolarità delle calciatrici, complice anche il Mondiale che si è tenuto in Francia la scorsa estate, è maggiore rispetto al passato ma finora c’era ancora una lacuna da colmare: le protagoniste non erano considerate professioniste.

Ora, invece, è arrivata la svolta tanto attesa grazie a un emendamento alla manovra approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. Grazie a questa misura le condizioni delle donne sono quindi equiparate a quelle dei colleghi maschi.

Si attende però ora il via libera definitivo da parte della Federazione.

Una svolta importante per il calcio in rosa

Fino a qualche anno fa una donna appassionata di calcio era guardata con scetticismo. L’idea che potesse capire effettivamente di un mondo che era prettamente maschile non era quasi contempleta. Ora, però, non solo ci sono tante addette ai lavori competenti, ma sono anche diverse le ragazze, sin dalla giovani età, che desiderano praticare questo sport in prima persona. E lo fanno con un ottimo riscontro.

Ma non è finita qui. Anche l’ultimo tassello che coinvolgeva questo mondo è finalmente caduto. Le atlete italiane diventano infatti professioniste a tutti gli effetti, una conquista che dal campo passa al diritto. La normativa che segna la svolta è stata approvata al Senato: si arriva così ad equiparare le donne agli uomini, estendendo quelle tutele contrattuali previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo.

Per promuovere il professionismo nello sport femminile è stato inoltre introdottoun esonero contributivo al 100% per tre anni per le società sportive femminili che stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo.

Gli appelli lanciate dalle calciatrici negli ultimi tempi hanno quindi colto nel segno. Fino ad ora, infatti, le giocatrici sul piano giuridico non potevano contare su alcun diritto (come la maternità, tra i tanti).

La scelta storica della Panini

E a conferma della visibilità di cui sta godendo questo mondo arriva anche con una mossa importante presa da un’azienda storica come la Panini.

Sulla copertina dell’Almanacco 2020 appena uscito c’è infatti la capitana della Nazionale (e della Juventus) Sara Gama, ritratta in maglia azzurra e che divide questo ‘onore’ con Federico Chiesa, anch’egli in copertina con la maglia azzurra. E’ la prima volta che la storica pubblicazione del calcio ha una donna in copertina, ed è un’altra barriera che cade.