Mancini si qualifica e CR ne fa 700: quanto conta l’allenatore?

Mancini si qualifica a punteggio pieno. CR ne fa 700 ma non bastano al suo Portogallo per iscriversi all’Europeo. Vince l’Ucraina, che si qualifica anzitempo con Belgio, Russia, Polonia e, appunto, i Verdi dell’Italia di Roberto Mancini.

Sì, proprio l’Ucraina di Andrij Ševčenko, che sarebbe potuto arrivare al Milan, con il doppio ruolo per non abbandonare la guida della sua Nazionale. Ha lasciato, invece, il posto prima a Luciano Spalletti e poi a Stefano Pioli. Il nuovo traghettatore è salito in sella al Milan per provare a far tornare a galoppare il ronzino rossonero, verso un quarto posto che sa di miracolo, visto l’aumento delle pretendenti. Esordirà il giorno del suo compleanno come Claudio Ranieri, che siederà per la prima volta sulla panchina della Sampdoria proprio contro la sua Roma, che non avrebbe mai voluto lasciare. Gli è stato preferito Paulo Fonseca, della nuova scuola portoghese.

La scuola italiana

Stefano Pioli e Claudio Ranieri sono due normalizzatori, li chiamano così. Due allenatori abituati a prendere stoffe sgualcite e rattopparle: tinkerman per i tifosi del Chelsea. Gli innovatori Marco Giampaolo ed Eusebio Di Francesco, esponenti di quella nuova ondata di talenti di una scuola italiana di cui tanto ci vantiamo, sono stati esonerati, per l’ennesima volta; sostituiti da due esponenti della vecchia scuola.

I Maestri del calcio

Gli altri Maestri del calcio nostrano, anche i più blasonati, i vincenti, sono stati rispediti al mittente e, per ora, Maurizio Sarri a parte, in Europa non brillano. Si sono messi in mostra nei campionati esteri, è vero, con squadre molto competitive. L’unico a compiere un vero miracolo, però, è stato proprio Claudio Ranieri, the Tinkerman, che il 20 ottobre compirà 68 anni. Certamente non un giovanotto. Ha saputo cogliere l’occasione. Certamente non si tratta di una delle nuove leve della scuola italiana dei Maestri di Coverciano. Ci vantiamo parecchio della bravura dei nostri tecnici, della nostra scuola all’avanguardia, ma siamo sicuri che sia vero? 

É vero, Antonio Conte ha già cambiato l’Inter, ma ha voluto certi giocatori, sacrificandone altrettanti. É vero, Arrigo Sacchi stravolse il calcio italiano, ma ebbe a disposizione i migliori calciatori. Lo stesso non è avvenuto per Marco Giampaolo, infatti. Difficilmente avverrà per Roberto De Zerbi, almeno a Sassuolo, allenatore indicato come stella cometa con direzione Barcellona. É avvenuto con la verde Italia di Roberto Mancini, altro esponente di una scuola di lungo corso. Le ha vinte tutte e ha creato un Club Italia, dice Leonardo Bonucci. Aspettiamo qualche test probante: qualificarsi all’Europeo non è esattamente un’impresa impossibile e il girone ha creato ben pochi attriti all’Italia, che comunque ha faticato in alcune situazioni. É carente in attacco la giovane Italia di Mancini, non ha campioni davanti e forse toccherà a Mario Balotelli guidare la ciurma tra i mari della prima competizione continentale di nome e di fatto.

Cristiano Ronaldo ne fa 700

Cristiano Ronaldo ne fa 700 e con i suoi gol ha fatto vincere tutti, anche il suo Portogallo Campione d’Europa in carica. Non è bastato alla Juventus per vincere in Europa. La Vecchia Signora, infatti, ha deciso di cambiare filosofia di gioco, provando a giocare con CR7 e non per CR7, arricchendo la rosa con altri pezzi da 78 milioni o dal nome altisonante: chissà se basterà a vincere in Europa. Sarri c’è riuscito con il Chelsea, nell’Europa minore però. C’è andato vicino Massimiliano Allegri con la Juventus, quando il centrocampo era composto da Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Paul Pogba; ci ha riprovato con un centrocampo meno forte ed è andata peggio.

Siamo certi che l’allenatore conti così tanto?

Cristiano Ronaldo ne fa 700 e gran parte di questi gol han permesso a lui e al Real Madrid di sollevare Champions League a ripetizione, guidati da Zinedine Zidane. Lo stesso allenatore che oggi guida le Merengues, più vecchie e sazie, che tanto hanno investito e che tanto faticano da quando Cristiano Ronaldo non è più con loro; lo stesso è successo al Manchester United. Lo stesso Barcellona, da quando Leo Messi è acciaccato, fatica nonostante gli investimenti e Pep Guardiola senza i suoi fenomeni non ha più fatto granché in Europa.

Siamo certi che l’allenatore conti così tanto? Siamo sicuri che gli insegnanti di calcio siano davvero ciò che serve oggi? Non saremo già da tempo nell’epoca dei super-atleti in stile NBA e pronti per la Superlega?

Redazione CiSiamo
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