Champions, l’Inter gioca bene, ma lascia i punti a Barcellona. Male il Napoli, 0-0 col Genk

Lautaro illude, poi Suarez rimette in piedi il Barcellona; il Napoli colpisce tre pali, ma non gioca benissimo e fa 0-0 in Belgio

Notte amara per l’Inter che dopo una prestazione di spessore nella tana del Barcellona, lascia al Camp Nou i tre punti e vede ridursi sempre più le possibilità di passaggio del turno; un vero peccato vista l’interpretazione che la squadra di Conte ha dato al match, sbloccato pronti-via da Lautaro, bravo a leggere una verticalizzazione e a superare Lenglet nell’uno contro uno. È nel primo tempo che l’Inter dà il meglio di sé, frenando qualsiasi iniziativa di Messi e coinvolgendo sempre la linea difensiva nella prima costruzione da cui quasi spesso l’Inter è uscita non solo bene, ma anche con la possibilità di creare qualche occasione (su tutti un tiro di Barella e un miracolo di Ter Stegen su Lautaro); nella ripresa Valverde rimette De Jong in cabina di regia, manda fuori Busquets e con l’ingresso di Vidal cambia la partita. L’ex centrocampista juventino si incolla a Brozovic, rallenta sempre più l’uscita bassa dell’Inter e pochi minuti dopo il suo ingresso serve a Suarez l’assist per il pareggio, confezionato con una girata spettacolare dalla punta uruguagia.
L’Inter paga psicologicamente il gol del pareggio, fa fatica a riprodurre quanto fatto nel primo tempo, ma sul più bello – quando annusava la possibilità di prendere almeno un punto – Messi si accende, evita tre avversari e spalanca a Suarez le porte per la doppietta.
Con la vittoria del Dortmund a Praga, si complica notevolmente il cammino dei nerazzurri, adesso attesi dalla sfida scudetto con la Juve.

Male invece il Napoli, che dopo l’ottimo successo ai danni del Liverpool, non va oltre lo 0-0 in Belgio contro il Genk; una partita poco brillante sia nelle idee che nelle occasioni da gol, sprecate a turno da tutti gli attaccanti. Sul banco degli imputati in particolar modo Milik, che si porta sul groppone due erroracci sotto porta (traversa da un centimetro e colpo di testa sottoposta troppo alto). Fa già discutere la tribuna di Insigne, “una scelta tecnica” – dice Ancelotti. “Lo avevo visto poco brillante in allenamento e ho preferito preservarlo per la gara di Torino”.

Redazione CiSiamo
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