Nuovo Stadio di Milano: al Politecnico le due squadre presentano i due progetti in gara

Due colossi in gara per disegnare il nuovo impianto da 60mila posti

Milan e Inter in campo assieme, questa volta non da avversari ma assieme, per presentare il nuovo impianto che prenderà il posto del Meazza.

I presidenti spiegano l’esigenza di un nuovo stadio

Al politecnico di Milano le due squadre mettono l’abito delle grandi occasioni: si riconoscono gli storici capitani Baresi e Zanetti e alcune leggende del passato(Massaro e Ferri come ambasciatori delle compagini) oltre le dirigenze in toto.

La prima parte dell’evento è dedicata alle dirigenze che raccontano le esigenze dei club di abbattere l’attuale impianto in favore di una nuova struttura all’avanguardia.

Paolo Scaroni, presidente del Milan spiega i motivi della scelta:

“Lo stadio Meazza così com’è non è più in grado di ospitare due squadre come Milan e Inter che hanno ambizioni europee.

Siamo molto affezionati al Meazza, ma l’attuale stadio ha fatto il suo tempo. Oggi è un non luogo, un deserto che si anima solo quando ci sono le partite. Questo progetto è un’occasione per procedere sulla strada del moderno, del nuovo, di un quartiere che vive 365 giorni all’anno”.

Alessandro Antonello, CEO dell’Inter, prosegue:

Milano ha vissuto cambiamenti radicali ma inseriti nella tradizione. Abbiamo voluto fare un progetto che si inserisse nella vision di Milano 2030: una città attenta alle periferie, al verde, all’ecologia.

Due proprietà internazionali vogliono investire nella nostra città, nel nostro paese, ma pensando alle future generazioni.


Il vecchio Meazza è fatta di strutture che si sono sovrapposte una all’altra dal 1926 a oggi e sono poco connesse. Ci sono pochi spazi interni a disposizione. Un altro problema è la visibilità, rivolta solo verso il campo, verso il basso. Un’altra criticità è il comfort: ci sono pochi spazi per muoversi e non in regola con le nuove norme. Infine, il secondo e il terzo anello non dispongono di servizi idonei.

Se avessimo voluto fare una ristrutturazione, che avrebbe avuto comunque una qualità inferiore rispetto a un nuovo stadio, avremmo dovuto realizzare lavori su tutti i tre anelli, con demolizioni e rifacimento radicale.

San Siro ristrutturato sarebbe comunque completamente diverso rispetto all’attuale”.

Parlano gli studi di architettura

I primi a parlare sono gli italo americani di Manica-CMR sportium, che presentano un impianto con due anelli sovrapposti che si legano, simbolo dei due club rivali ma uniti. Le parole:

“Due anelli che sembrano fluttuanti. Un nuovo parco di 10 ettari di spazio verde, una zona che diventa nuova linfa. Il vecchio San Siro verrà ricordato con un campo di calcio che sarà dove sorgeva il vecchio stadio.

Questo nuovo quartiere potrà vivere tutto l’anno. Ma quello che c’è dentro lo stadio sarà altrettanto importante: noi renderemo ancora più intensa l’atmosfera dentro il nuovo impianto”.

Il secondo progetto è quello dello studio americano di Populus che presenta una “cattedrale” con archi e una galleria. Le parole:

Abbiamo una grande esperienza nella costruzione di impianti sportivi. Questo è uno stadio che è ispirato alle icone di Milano.

Un progetto innovativo, ma in cui si mescolino le culture per un futuro sostenibile.

Vogliamo che lo stadio sia immediatamente riconoscibili, con elementi che ricordino la straordinaria architettura di Milano ma con idee rivolte al futuro. Dovrà essere uno stadio per tutti.

La nostra idea è anche di rispetto e di celebrazione della memora del vecchio stadio e della leggenda di Inter e Milan.

Riciclo dell’acqua, ventilazione, costruzione: tutto avrà una filosofia green”.

Le due squadre adesso attenderanno le analisi dello studio tecnico degli uffici di Milano e intanto lanciano il sito dell’operazione.

Redazione CiSiamo
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