Cori Lukaku, la posizione della Curva nerazzurra: «Solo tifo, quello non è razzismo»

Una lettera è stata recapitata dai tifosi della Curva Nord a Romelu Lukaku. Il calciatore ex Manchester United è al centro di una vicenda equivoca.

Cori a Romelu Lukaku, la posizione della Curva Nord dell'Inter
Cori a Romelu Lukaku, la posizione della Curva Nord dell'Inter (foto Facebook)

Romelu Lukaku, il calciatore ex Manchester United, è stato protagonista di un episodio con presunti cori e ululati durante la gara avvenuta a Cagliari. I tifosi nerazzurri, invece, hanno inteso scrivere una lettera alla punta di nazionalità belga. Il collettivo della Curva Nord ha lanciato un messaggio a Lukaku per parlare di quanto accaduto.

Lukaku e i cori razzisti all’attaccante dell’Inter

Ha fatto molto discutere, e continua ancora oggi a farlo, il caso dei cori razzisti indirizzati dai tifosi del Cagliari a Romelu Lukaku, attaccante dell’Inter, al quale si appellano gli stessi tifosi nerazzurri. I tifosi hanno scritto alla punta belga una lettera aperta, firmata dalla Curva Nord, per esprimere la propria idea. Un modo che, però, non rispecchia quanto proposto dai video che, in realtà, evidenziano dei veri e propri versi senza bisogno di alcun commento.

«I ragazzi ti hanno dato il benvenuto appena arrivato a Milano. Ci spiace molto che tu abbia pensato che quanto accaduto a Cagliari – commenta – sia stato razzismo (…) Noi siamo una tifoseria multietnica ed abbiamo sempre accolto i giocatori provenienti da ogni dove. Sebbene anche noi abbiamo usato certi modi contro i giocatori avversari in passato e probabilmente lo faremo in futuro. Non siamo razzisti allo stesso modo in cui non lo sono i tifosi del Cagliari. Devi capire che in tutti gli stadi italiani la gente tifa per le proprie squadre. Allo stesso tempo la gente è abituata a tifare contro gli avversari non per razzismo ma per aiutare le proprie squadre».

«Il razzismo è una cosa completamente differente e tutti i tifosi italiani lo sanno bene. Quando dichiari che il razzismo è un problema che va combattuto in Italia, non fai altro che incentivare la repressione di tutti i tifosi inclusi i tuoi e contribuisci a sollevare un problema che qui non c’è o quantomeno non viene percepito come in altri stati. (…) La lotta al vero razzismo deve cominciare nelle scuole non negli stadi. I tifosi son solo tifosi e agiscono in modo differente allo stadio e nella vita reale. Stai certo che quello che dicono o fanno a un giocatore di colore avversario non è quello che direbbero o farebbero nella vita reale. Ancora una volta, benvenuto Romelu».

Redazione CiSiamo
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