Ribéry e i poeti del calcio: Vive la Franck!

È vero, il campionato di Serie A somiglia sempre più a un cimitero degli elefanti, ma io ho sempre amato gli elefanti.

Ero felice per Cristiano Ronaldo alla Juventus, anche se ero conscio che non avrebbe certo rilanciato la serie A -cosa che per altro non mi interessa granché-, ma la passata stagione ho tifato perché facesse bene, visto che lo considero uno dei calciatori più forti di sempre, forse il più forte per alcuni aspetti.

Balotelli al Brescia

Quest’anno sono felice per l’arrivo al Brescia Calcio di Mario Balotelli. Supermario mi ha sempre fatto incazzare per tutto il talento che ha scioccamente sprecato, ma mi è sempre stato simpatico. Non ho mai capito l’accanimento contro di lui, spesso immotivato. Chi ci ha giocato insieme me ne ha sempre parlato bene umanamente, scuotendo la testa alla specifica domanda: perché non è riuscito a crescere?

Impossibile dirlo, ma io spero che a Brescia faccia bene e torni in Nazionale. L’ho visto più maturo, i numeri sono dalla sua parte (1 gol ogni 2 partite in Francia, N.d.R.), il talento e l’età gli offrono un’ultima opportunità, a casa propria per giunta, e io non vedo attaccanti italiani più forti di lui al momento. Spero riesca a trasformarsi in un poeta del calcio anche lui, magari diventando protagonista a Brescia e a Euro 2020.

I poeti del calcio

Reputo poeti del calcio quei talenti che non si sono mai espressi totalmente o che non sono stati univocamente apprezzati e incensati dalla critica.

Sono da sempre i miei preferiti, nel calcio come nella vita, forse proprio perché sono un po’ anch’io come loro. Ho sempre amato i pirati, le scelte complicate, le sfide impossibili e ho un carattere veramente difficile da gestire, anche da me stesso, figuriamoci per gli altri. Chiedo scusa se alle volte…

Spesso i poeti del calcio non sono arrivati a completarsi per problemi propri, caratteriali; a volte la sfortuna si è accanita sul loro fisico; altre volte sono stati i vizi a bloccarli. Mi viene in mente Yoann Gourcuff che, come dice il mio amico Enrico Lazzeri: «É uno che avrebbe potuto giocare poeticamente negli anni ‘70», ma che alla fine non ha mai giocato realmente.

A volte i poeti non hanno trovato la pace e l’equilibrio necessario o, più semplicemente, l’ambiente giusto. Wesley Sneijder, ad esempio, l’ha trovato realmente solo all’Inter con Mourinho, mentre Domenico Morfeo, così come David Ginola e molti altri ancora non hanno mai trovato realmente la pace.

Trovò la serenità Éric Cantona allo United, l’unico vero King per me, e l’ha trovata a Monaco di Baviera uno dei miei più grandi idoli calcistici di sempre: Franck Ribéry.

Vive la Franck!

Ribéry è il gioiello del calcio francese. É uno che mi ha sempre esaltato in campo e divertito fuori. Amo il calcio francese, in particolare alcune squadre e certi calciatori, e amo il Bayern Monaco al punto che se avessi fatto il calciatore avrei voluto giocarci per anni come Franz Beckenbauer, per me il miglior calciatore di sempre insieme a Johan Cruijff e alla sua Ajax.

Io oggi sono talmente felice che Franck Ribéry abbia scelto l’ACF Fiorentina che mi verrebbe voglia di fare l’abbonamento all’Artemio Franchi solo per lui, anche se per la Viola ho sempre avuto una simpatia particolare e sono andato a vederla molto spesso solo per piacere, non per lavoro. Quest’anno non perderò occasione.

Vive la Franck (Ribéry), facci divertire!

Redazione CiSiamo
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