Caster Semenya, respinto il ricorso dal Tas

Il Tribunale di Arbitrato Sportivo ha respinto il ricorso dell'atleta Caster Semenya: i motivi per i quali la sudafricana è in combutta con il Tas.

Caster Semenya
Caster Semenya e la lotta contro la Iaaf che partì nel 2009

Respinto il corso presentato dalla mezzofondista Caster Semenya contro le nuove regole della Federazione internazionale di atletica leggera: a stabilirlo è stato il Tribunale di Arbitrato Sportivo. La Iaaf, infatti, ha imposto alle atlete con differenze di sviluppo sessuale ad assumere dei farmaci per abbassare i valori di testosterone presenti nel sangue. Tutto questo nel caso in cui vogliano gareggiare nella categoria femminile.

La storia di Caster Semenya

La giovane 28enne, campionessa negli 800 metri, dovrà sostenere una terapia ormonale. «Per un decennio la Iaaf ha cercato di rallentarmi, ma questo mi ha resa più forte, la decisione del Tas non mi fermerà – ha affermato Semenya in una nota -. Ancora una volta continuerò a ispirare giovani donne e atleti in Sud Africa e in tutto il mondo».

Il disturbo dell’atleta

Un lotta che parte dal 2009 quando l’atleta vinse la medaglia d’oro a Berlino durante i Mondiali di atletica leggera. La campionessa fu sottoposta a un test di verifica del sesso dopo la constatazione del miglioramento della forma che lasciò qualche dubbio.
Dopo l’esito del test, Semenya ebbe il via libera per tornare a gareggiare. Qualche anno fa, però, la Iaaf ha messo a punto un regolamento che impone agli atleti con iperandrogenismo di assumere farmaci per abbassare il livello di testosterone.

Redazione CiSiamo
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