Gianni Di Marzio, il racconto di una vita vissuta dietro le quinte del calcio

Intervista ai microfoni di CiSiamo.info per Gianni Di Marzio. Scopritore di talenti, su tutti Diego Armando Maradona, e la passione per il calcio.

Gianni Di Marzio
Gianni Di Marzio

La storia del calcio italiano. Da allenatore, direttore sportivo, ma soprattutto da scopritore di talenti, uno su tutti: Diego Armando Maradona. Gianni Di Marzio si racconta e lo fa dalle colonne di CiSiamo.info ripercorrendo le tappe di una carriera ultratrentennale partita dal1971, proseguita vincendo, scrivendo record ed unendo addirittura una regione, ecco come:

Gianni Di Marzio, che bilancio trae della sua avventura da tecnico?

“Ci sono fatti che parlano chiaro. I campionati che ho vinto, in Serie C, in B, ho fatto una finale di Coppa con il Napoli, un piazzamento in Coppa UEFA, ho scoperto Maradona, Ronaldo, Messi, Pato, Aguero, Cavani, Lavezzi, Marcelo, Casemiro e tanti altri. Sono contento di quello che ho fatto e continuo a fare”.

Una grande avventura in Calabria, in due piazze caldissime: Cosenza e Catanzaro. Che ricordi ha di queste esperienze?

“Ho avuto il piacere di vincere con entrambe le squadre: ho portato il Catanzaro in A, dopo che l’anno prima aveva perso uno spareggio a Verona, e il Cosenza dalla C alla B. Anche se c’è una forte rivalità sportiva, per me la Calabria è unica. Sono soddisfatto sia di Catanzaro sia di Cosenza, sono state due bellissime realtà. Ho lasciato lì molti amici, molti ricordi”.

Ricordi dolcissimi anche in Sicilia, a Catania: cosa le è rimasto di quella avventura?

“A Catania siamo andati in Serie A dopo 23-24 anni. La promozione è stata più difficoltosa, abbiamo dovuto fare gli spareggi a Roma e ci hanno seguito 30-40mila catanesi, l’Olimpico era pieno. È stato un trionfo dei ragazzi, della squadra e del pubblico. Ha vinto la Catania città oltre che la squadra, che era molto forte. È stata per me una grande soddisfazione”.

Nella carriera da dirigente qual è stato il suo orgoglio maggiore?

“Quello di aver vinto la Championship in Inghilterra col QPR e andare in Premier League; quello di aver portato il Venezia dalla B alla A; quello di aver collaborato con il Palermo e averlo aiutato a restare in Serie A. Per me queste sono le tappe più importanti”.

Che momento vive a suo avviso il calcio italiano?

“Penso che questo sia un buon momento, anche grazie ai giovani che sono venuti fuori e hanno avuto fiducia sia dalle società sia da Mancini. Non è facile convocare un giocatore come Zaniolo in Nazionale quando non aveva ancora esordito con la sua squadra, né è stato facile per Di Francesco farlo giocare per la prima volta contro il Real Madrid. Zaniolo, G. Mancini, Cutrone e tanti altri giovani o meno giovani come Romagnoli sono giocatori che hanno un ottimo futuro. Io su tutti metterei Zaniolo”.

Redazione CiSiamo
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