Lopalco: la pericolosità del coronavirus non è cambiata

Lopalco: la pericolosità del coronavirus non è cambiata. L'epidemiologo insiste: non è più debole, e non è detto che i debolmente positivi non infettino

Lopalco: la pericolosità del coronavirus non è cambiata. “Contro il coronavirus non bisogna abbassare la guardia ma servono vigilanza da parte delle autorità sanitarie e prudenza da parte dei cittadini perché il virus non si è indebolito ma i pazienti che lo contraggono stanno esprimendo una carica virale debole“.

Lopalco: la pericolosità del coronavirus non è cambiata

Lo scrive su facebook l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, a capo della task force della Regione Puglia. Lopalco nel suo post vuole chiarire i dubbi sull’utilizzo della terminologia “debolmente positivi” riferita nelle ultime settimane a molti pazienti Covid. Lo fa usando un’immagine messa a disposizione dal dottor Antonio Fasanella, virologo Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata.

“L’immagine – spiega Lopalco – si riferisce all’effetto osservato in vitro su un tappeto di cellule da parte di un ceppo di coronavirus isolato da un paziente più che debolmente positivo. Si tratta di un paziente che ha contratto l’infezione mesi fa e che, a controlli ripetuti, alterna ancora oggi tamponi negativi a tamponi debolmente positivi e nel quale l’effetto distruttivo del virus sul tappeto cellulare è evidentissimo”. Secondo l’epidemiologo quell’immagine mostra chiaramente che il virus non si è indebolito e aggiunge che l’aggettivo “debole”, molto utilizzato di recente, “si riferisce alla carica virale che questi pazienti esprimono. Cioè hanno una debole carica virale”. Alla domanda, cruciale, se i casi “debolmente positivi” siano contagiosi, Lopalco risponde che non ci sono certezze, al momento. “Certamente hanno particelle virali con capacità replicativa nel naso-faringe. – chiarisce – Non è escluso che siano anche questi pazienti a mantenere attivo un certo reservoir virale anche in assenza di casi clinici manifesti. Dobbiamo continuare ad osservare il comportamento del Sars-Cov-2 e la sua capacità di interazione ed adattamento all’ospite. Nel frattempo le regole devono essere sempre le stesse: vigilanza da parte delle autorità sanitarie e prudenza da parte dei cittadini”.