Coronavirus, Crisanti: “Tso? Intanto si eviti di sottovalutarlo”

Coronavirus, Crisanti: "Tso? Intanto si eviti di sottovalutarlo". L'esperto dice che servirebbe uno strumento giuridico ad hoc

Coronavirus, Crisanti:
Andrea Crisanti

Coronavirus, Crisanti: “Tso? Intanto si eviti di sottovalutarlo”. Potrebbe servire una sorta di trattamento sanitario obbligatorio per chi mette a rischio la salute altrui? “Il tso esiste soltanto per le malattie psichiatriche, perché si presume che la persona in quel momento non sia in grado di decidere qual è il suo bene e poi perché potenzialmente può arrecare danni a terzi, e comunque è un caso estremo. Poi creerebbe un precedente interessante”. La vede così Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Virologia e Microbiologia dell’Università-azienda ospedale di Padova, che in un’intervista al ‘Messaggero’ si dice convinto che serva uno strumento straordinario ‘ad hoc’.

Coronavirus, Crisanti: “Tso? Intanto si eviti di sottovalutarlo”

Bisognerebbe circoscriverlo soltanto in caso di interesse di sanità pubblica. E’ una questione molto complessa. E poi se noi prendiamo una persona per fargli un tso, dobbiamo dargli una cura che funziona. E al momento non esistono terapie efficaci per il Covid. Quindi non sarebbe più un tso ma una detenzione sanitaria. Serve uno strumento straordinario, legato solo all’epidemia”, precisa.

“E poi noi l’epidemia finora l’abbiamo controllata senza il tso”. Ma c’era il lockdown. Bisognerà tornarci? “No, certo che no. Ma è un argomento giuridico complesso. Per me – insiste Crisanti – ogni caso è un caso di troppo. Sicuramente quella persona va messa nelle condizioni di non trasmettere il virus“. Quali altre misure potrebbero servire? “Il comportamento individuale è importante, e poi non bisogna dare messaggi incoerenti. Per esempio, dire che il virus è clinicamente morto: non si è mai sentito dal punto di vista scientifico” (qui è chiaro il riferimento polemico ad Alberto Zangrillo).

C’è poi la questione dei tamponi, che rilevano una presenza bassa di Rna. “Statisticamente sì, significa che c’è meno virus”. Non vuol dire che il virus provoca meno danni? “Per ora siamo fortunati, stiamo ancora beneficiando del lockdown e di condizioni climatiche favorevoli, e ancora molte persone stanno attente. Il sistema in questo momento è sotto test lieve e sta rispondendo abbastanza bene. Ma cosa sappiamo di quello che succederà tra un mese o due?“.