Coronavirus, Clementi: “Crisanti? Si occupava di malaria…”

Coronavirus, Clementi: "Crisanti? Si occupava di malaria...". Continua il battibecco tra addetti ai lavori sulla pericolosità attuale del morbo

Coronavirus, Clementi: “Crisanti? Si occupava di malaria…”. “Ormai ci sono pochi sintomi”, e il rischio di aggravarsi è basso: continua a far rumore il testo sul coronavirus firmato da dieci scienziati, fra cui Alberto Zangrillo, Giorgio Palù e Massimo Clementi.

Coronavirus, Clementi: “Crisanti? Si occupava di malaria…”

Quest’ultimo, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, argomenta in proposito a Circo Massimo su Radio Capital: “Ho firmato insieme ad altri nove colleghi una valutazione dell’attuale situazione, che non vuol dire che l’emergenza è finita ma che, grazie anche alle misure che sono state prese, in questo momento gli ospedali si stanno svuotando, le terapie intensive non ricoverano più, i pazienti sono quasi tutti asintomatici e il numero delle infezioni si sta riducendo. Tutto questo è positivo, – prosegue – ma è ovvio che non significa liberi tutti, perché se così fosse rischieremmo di riprecipitarci. Non c’è polemica, c’è maggiore sensibilità nei confronti della situazione anche in base a quello che ciascuno vede nello svolgimento della propria attività”.

Ma la polemica in realtà c’è eccome: diversi esperti non sono d’accordo, tra i quali Andrea Crisanti dell’Università di Padova, per il quale quel documento “invia alle persone un messaggio incoerente e incoraggia comportamenti non in linea con la strategia prudenziale adottata finora. Quando mi vengono a dire che gli asintomatici non trasmettono l’infezione mi cadono le braccia”. E Clementi risponde: “Crisanti fino a qualche tempo fa si occupava di malaria, ora è stato catapultato in questo problema, e lo inviterei anch’io alla prudenza, perché non parliamo di malaria ma di altro. Ognuno di noi ha una storia, io sono trent’anni che faccio il virologo”.