App Immuni, Pregliasco: “Tutela la privacy, anche troppo”

App Immuni, Pregliasco: "Tutela la privacy, anche troppo" perché è la persona che riceve l'alert a decidere se presentarsi in ospedale, dice il virologo

App Immuni, Pregliasco: “Tutela la privacy, anche troppo”. Siamo nella fase della convivenza con il morbo (nell’ipotesi che questo non torni a picchiare forte), ci sono i mezzi impiegati per organizzarla e ci sarà una risposta dell’opinione pubblica.

App Immuni, Pregliasco: “Tutela la privacy, anche troppo”

Capitolo 1, l’app Immuni. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, ai microfoni di Radio Cusano Tv Italia ricorda che “sarà utile se si arriverà ad un 60-70% di persone che la utilizzano. Così come è stata concepita protegge sicuramente la privacy, direi fin troppo perché deve essere un’azione attiva della persona che riceve l’alert di presentarsi presso una struttura sanitaria. E’ un elemento utile complementare, che sarebbe bene venisse utilizzato in modo massimale possibile”.

Capitolo 2, tragicamente controverso perché non dovrebbe esserlo: il vaccino. Oggi che contro il coronavirus non ce n’è uno, e non sappiamo se e quando ci sarà, quasi un italiano su due non pensa di vaccinarsi. “E’ una tendenza sulle vaccinazioni in generale. Le persone contro i vaccini a prescindere rappresentano un numero marginale, ma hanno avuto voce per insinuare il dubbio in un 15% della popolazione che non si rende conto della gravità del Covid, o ha già perso la memoria e non si ricorda le immagini dei camion che trasportavano le bare dei nostri concittadini. – commenta Preglisco – Il lockdown, come la vaccinazione, è un elemento che fa sparire il problema o lo riduce ed ha portato ad una situazione che viene ritenuta oggi tollerabile, troppo tollerabile, ed è la scommessa sul futuro. Vedremo se il vaccino sarà disponibile entro fine anno, ma ci vorrà tempo per distribuirlo in tutto il Paese, ci vorrà ancora un bell’annetto prima di averne l’effettiva contezza. Fino a quel momento dovremo convivere con questo virus”.