Coronavirus, Guerra: “Roma dimostra che non si è attenuato, ma ora sappiamo cosa fare”

Coornavirus, Guerra: "Roma dimostra che non si è attenuato, ma ora sappiamo cosa fare". Il direttore aggiunto dell'Oms parla dei focolai a Garbatella e al San Raffaele ma aggiunge: con distanziamento e tracciamento possiamo controllarli

Coornavirus, Guerra: “Roma dimostra che non si è attenuato, ma ora sappiamo cosa fare”. “Il virus non ha perso contagiosità, si comporta esattamente come prima, non ha nessuna intenzione di mollare la presa e di attenuarsi di sua volontà”, e chi riteneva che l’avrebbe fatto, quindi, dovrà ricredersi. Ma un’eventuale seconda ondata sarà diversa: “Se per seconda ondata intendiamo la replica di quella che abbiamo vissuto tra febbraio e aprile le rispondo che no, a mio parere è difficile che si ripeta nel periodo autunnale con lo stesso vigore. Saranno inevitabili invece tanti micro focolai che però abbiamo imparato a gestire. Purtroppo non è così dappertutto nel mondo”.

Coronavirus, Guerra: “Roma dimostra che non si è attenuato, ma ora sappiamo cosa fare”

Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, Ranieri Guerra, infettivologo, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a proposito dei nuovi focolai di coronavirus a Roma. Ieri un intero palazzo al quartiere Garbatella è stato messo in quarantena dopo la scoperta di 9 contagiati.

Nuovo focolaio che si somma a quello della struttura sanitaria San Raffaele di via della Pisana. “Non entro nel merito di situazioni che non conosco nei dettagli”, spiega Guerra al Corriere, “aspettiamo i risultati dell’indagine epidemiologica. In una struttura sanitaria chiusa basta poco per accendere un focolaio perché un unico caso è sufficiente ad amplificare la diffusione rapida su persone fragili, non protette. Quella del San Raffaele avrebbe potuto essere la replica del primo focolaio lombardo, a Codogno. Ma ora abbiamo gli strumenti per intercettarlo e circoscriverlo, a febbraio eravamo impreparati. Mancava un sistema di tracciamento immediato ed efficiente che ora invece è ben consolidato”. E’ il segno della ripresa dell’epidemia? “No, sta accadendo esattamente quanto ci aspettavamo. Fa parte della storia naturale delle epidemie, nessuno si illudeva che non ci sarebbero stati più problemi. Il virus circola di meno ma c’è e solo con il distanziamento possiamo controllarlo”, aggiunge.