Coronavirus, occhio alle lenti a contatto: sono fonte di contagio?

I rischi maggiori potrebbero arrivare da quelle in silicone (tutte le aziende seguono protocolli rigidi), ma puntando su quelle giornaliere la situazione dovrebbe migliorare

lenti a contatto
Foto: Pixabay

Abbiamo ormai imparato come possa essere utile lavarsi frequentemente le mani (o igienizzarle con una sostanza apposita) ed evitare il più possibile di toccarsi occhi, naso e bocca. Ma cosa accade a chi indossa le lenti a contatto? Si corrono maggiori rischi? Il dubbio era stato lanciato a inizio febbraio attraverso un articolo pubblicato sul «Journal of Hospital Infection», in cui si sottolineava la persistenza dei coronavirus su materiali sintetici. Il rischo, in modo particolare, era dato dal silicone, materiale con cui sono realizzate alcune lenti e dove il virus può permanere anche per 5 giorni.

Occhio alle lenti a contatto in silicone

Pur essendo trascorso ormai più di un mese dal momento in cui la pandemia è diventata una presenza costante nelle nostre vite, i pareri degli esperti finiscono per essere spesso discordi. Proprio per questo la cautela dovrebbe essere massima.

La raccomandazione che può essere fatta a chi non utilizza gli occhiali e preferisce puntare sulle lenti a contatto è quindi quella di “lavarsi molto bene le mani prima e dopo aver utilizzato le lenti. Fortunatamente sono dispositivi in genere non manipolati da terzi (ad eccezione dell’aiuto che possiamo dare a un bambino). Le lenti ce le mettiamo da soli quindi non può esserci un contagio in questo senso” – sono le parole al Corriere della Sera di Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia all’Università Statale di Milano.

C’è comnque un particolare tipo di lente che potrebbe ridurre le possibilità di contagio. ” «È vero – chiarisce il dottor Francesco Bonsignore, ortottista dell’ospedale San Giuseppe di Milano – che le lenti più utilizzate sono proprio quelle in silicone Hydrogel, che hanno dato prova di mantenere la famiglia dei Virus Sars (quindi anche il Covid 19) sulla superficie per un tempo prolungato, da qui nasce l’indicazione, se si è a rischio di contatto ambientale con il virus, come per esempio gli operatori sanitari o i conviventi di pazienti affetti, di utilizzare preferibilmente gli occhiali ma, se le lenti a contatto sono indispensabili, sono fortemente indicate quelle a ricambio giornaliero».

Puntare quindi su una sostituzione giornaliera e su quelle che non richiedono un utilizzo superiore alle 24 ore (la quantità di silicone) può quindi metterci maggiormente in sicurezza.