Coronavirus, facciamo chiarezza. Tutto quello che c’è da sapere

30 minuti con Roberta Villa, la divulgatrice scientifica intervistata oggi dal nostro direttore Fabio Fagnani. Cosa è successo da quando il Coronavirus è in Italia? Quali sono le precauzioni che possiamo prendere? Tutto quello che dovete sapere.

Il confronto tra Fabio Fagnani e Roberta Villa sul Coronavirus

Quest’oggi il Direttore di CiSiamo, Fabio Fagnani, ha intervistato la giornalista e divulgatrice scientifica Roberta Villa al fine di fare chiarezza sul Coronavirus. Un botta e risposta chiaro e diretto per parlare dell’emergenza sanitaria che dalla Cina è arrivata in tutto il mondo, Italia in primis. E non è tutto: il Direttore e la divulgatrice hanno accolto anche le domande dei nostri lettori. L’intervista.

Coronavirus: la nostra intervista a Roberta Villa

In questo momento si parla di 17 morti, 650 contagi ma anche di 45 guariti. Tutto ciò in 13 regioni d’Italia. La situazione com’è effettivamente?

“Affrontare un discorso sulle persone guarite è un po’ ambiguo. Tante persone sono state controllate perché erano entrate a contatto con possibili contagiati. Molti sono stati dichiarati “malati in anticipo” e quindi curati prima ancora che si potesse definire cosa avevano. In tanti casi gli anticorpi si sono dimostrai forti e la malattia si è debellata automaticamente”.

Abbiamo però un numero di contagiati che tende ad aumentare. Forse anche perché abbiamo fatto un alto numero di tamponi. Giusto?

“I nostri controlli sono stati fatti, non perchè siamo più bravi, ma perchè abbiamo avuto dei casi non riconducibili al famoso “paziente zero”. Al contrario, negli altri Paesi c’è stato un paziente zero che arrivava dalla Cina. In Italia il primo caso individuato, il paziente di Codogno, non sappiamo effettivamente dove abbia contratto il Coronavirus. Quindi è ovvio che la possibilità di contatto e il fatto che si manifestino casi in Liguria o in Piemonte ci spinge a fare più tamponi e più verifiche”.

La Lombardia, il Veneto e altre Regioni hanno usato misure restrittive, che sono state definite – a tratti – esagerate. Abbiamo esagerato davvero?

“Sono decisioni difficili da prendere: hanno sempre un prezzo e stiamo assistendo tutti al alle conseguenze economiche degli ultimi giorni. Quindi come per tutte le decisioni difficili in situazioni complesse hanno dei pro e dei contro che sono stati soppesati dagli esperti. Io non voglio entrare nel merito. Credo però che il tentativo di auto-gestire il piccolo focolaio iniziale era giusto: valeva la pena, forse, di giocarsela. Il rischio adesso è che gli sforzi fatti settimana scorsa siano vani. Si sta valutando di riaprire le scuole. E’ comprensibile, ma temo che avrà delle conseguenze”.

Possiamo dire che ha senso che il Veneto riapra le proprie attività mentre la Lombardia e Milano no?

“Non sono in condizioni di fare differenze tra Veneto e Lombardia. Quello che è assolutamente assurdo è stato prendere dei provvedimenti nelle Marche, ad esempio, e in altre regioni. A Taranto che stanno disinfettando le scuole. Ecco, questo tipo di cose non ha senso. Per quanto riguarda Lombardia e Veneto non me la sento di dare un giudizio netto. Una cosa però è importante: spieghiamo che la vera quarantena è solo nei comuni rossi, ossia i 10 comuni nel lodigano e intorno a Vo in Veneto. Lì non possono uscire e purtroppo bisognerà aspettare ancora un po’ prima che si ritorni alla normalità”.

Duomo
Foto: Pixabay

Contraddizioni. Il Duomo ha riaperto, per gli stranieri, quest’oggi. E’ un simbolo di Milano. Un messaggio per dire “tranquilli non stiamo chiudendo tutto”. Nel frattempo, però, molti turisti italiani in tutto il mondo vengono bloccati o rinviati in patria. Però i tifosi della Juve a Lione sono potuti andare. C’è quindi dell’incoerenza?

“No, come noi abbiamo preso dei provvedimenti, gli altri non hanno preso i loro. Noi abbiamo bloccato i voli dalla Cina quando ancora gli altri non lo faceva nessuno. Non possiamo lamentarci se gli altri prendono le stesse misure che noi stessi a suo tempo abbiamo adottato con la Cina. Va anche detto che comunque noi confondiamo tutta la Cina con Wuhan. Dunque la gente non deve aver paura ad andare a Palermo perchè qui che un focolaio e viceversa.”

Per quanto riguarda la Cina, pare che i numeri stiano lentamente diminuendo. Mentre in Corea, un pò come noi, il virus sta esplodendo. Come valutiamo queste due diverse situazioni?

“Dove sono state prese delle misure di contenimento, diciamo “allucinanti” al di fuori della nostra portata, come in Cina, si sta ottenendo un risultato. Lo stesso OMS pensava di trovare dei numeri falsati in Cina ma così non è stato. Questo fatto sarebbe una ragione in più per dire teniamo duro ancora una settima ed evitiamo di trovarci con una situazione molto più grave. Perchè se poi la metà degli italiani sarà a letto l’impatto economico non sarà di una settimana, ma sarà ben peggiore”.

Mentre aumentano i così detti guariti, sorge una domanda. E’ possibile ammalarsi di nuovo del virus?

“Ci sono state delle segnalazioni in questi giorni. Sono pochi casi sporadici che sono stati segnalati. Bisognerà approfondire. Per il momento non possiamo dirlo”.

Francia Coronavirus
Francia Coronavirus. Da Moscow Times

Abbiamo parlato anche di Cina e di Corea ma la Francia, l’Inghilterra, la Germania iniziano anche loro a preoccuparsi e a cercare di tamponare la dove è possibile. A tuo parere, perchè non hanno adottato nessuna misura prima?

“Secondo me hanno adottato delle misure, ma diverse dalle nostre. Mentre noi abbiamo preso delle misure che hanno creato moltissimo allarme, in Gran Bretagna soprattutto ma immagino anche in Germani hanno invece potenziato la risposta sul territorio. Cioè non hanno posto nessun limite sui voli, hanno informato moltissimo i cittadini dicendogli cosa fare in caso di sintomi, hanno potenziato il pronto soccorso degli ospedali e adesso che hanno i casi sono un po’ più preparati di noi”.

Il Coronavirus pare essere in parte simile all’influenza, per la grande velocità d’infezione, ma alle statistiche odierne la mortalità è bassa. Sembra uccidere solo le persone con un quadro clinico pregresso già compromesso. Non è così?”.

“No, la mortalità è bassa ma in maniera relativa. Bisognerebbe parlare di letalità ossia di morti rispetto ai casi accertati. Se io ho 100 casi accertati e due morti in questo caso ho un letalità del 2% che è più o meno quella dimostrata in questo momento. Ma se per la sua grande diffusione colpirà dieci milioni di persone, in Italia per esempio, questo 2% diventa un carico importante. Soprattutto perchè il numero dipende dalla capacità delle nostre terapie intensive di reggere l’assalto. Già oggi qui negli ospedali vengono rimandanti gli interventi e le visite non urgenti. Per quanto possa sembrare, non colpisce solo le persone con fattori di rischio o anziane. Anzi, ci sono tanti giovani con fattori di rischio importanti. Nell’80% dei casi Il Coronavirus colpisce persone sopra i 60 anni. Colpisce soprattutto le persone più anziane ma rimangono comunque il 20% di persone considerate giovani e sane che non è una percentuale da sottovalutare”.

Abbiamo iniziato questa settimana nell’allarmismo e ora, dopo qualche giorno, si pensa che sia stato tutto inutile, tutta colpa del governo ecc. C’è una via di mezzo tra le due cose.

“Sì, ed è quello che sto cercando di portare avanti. Questo cambio drastico di comunicazione produce una serie di effetti negativi. Innanzitutto di sfiducia da parte delle persone. Da l’idea che la comunicazione sia dominata da interessi politici, cosa che purtroppo a questo punto è evidente e soprattutto mette a rischio la possibilità di controllare la pandemia, che temo verrà dichiarata nel giro di pochi giorni”.

Senza entrare nel merito politico, voglio chiederti se il gesto di mettere la mascherina da parte di Fontana l’hai vissuto come una mancanza di rispetto

“Come ho già detto in televisione, ho contesto assolutamente il gesto in sè, che ha aiuto a creare allarmismo, e da un punto di vista medico la mascherine non proteggono solo ma possono essere un fattore di contagio. Il virus si può accumulare e se non la usi nella maniera migliore ciò può aumentare i rischio dii contagio. Come l’ha messa e l’ha tolta portandosela su tutto il viso ha solo dato un segnale controproducente”.

Si è parlato molto delle mascherine nei giorni scorsi. La loro efficacia, i costi esorbitanti etc. Ma è vero che servono solo a chi è malato?

“Esatto. Per chi non è ammalato andare in giro con la mascherina è controproducente e negativo. Oltre al senso di responsabilità civica dato che i medici non hanno le mascherine per proteggersi, e loro si che ne avrebbero bisogno. Le persone che fanno la chemioterapia non riescono a trovarle. Quindi basta con questa caccia alle mascherine”.

Coronavirus arriva in Italia
Coronavirus arriva in Italia

Il botta e risposta con i nostri lettori

“Come mai le strutture private di Veneto e Lombardi non sono state minimamente toccate nei giorni scorsi? I privati restano chiusi?”.” Assolutamente no. Nei giorni scorsi c’è stato un caso al San Raffaele a Milano che è un istituto privato. Anche Humanitas è stata coinvolta con dei letti di rianimazione. In Lombardia l’ultimo problema che abbiamo è sacrificare la sanità privata, anzi”.

“Forse è stato un bene che questo virus abbia colpito due regioni dell’Italia molto forti, tu cosa ne pensi?”. “Non lo so, sinceramente. Sono anche le regioni che sono economicamente il motore dell’Italia quindi il danno è maggiore. Se avessimo chiuso allo stesso modo un’area del Molise, con tutto il dovuto rispetto, l’impatto economico e sul turismo sarebbe stato diverso.”

“Leggendo le notizie sembra che tutta l’Europa abbia preso il virus da noi. Quindi mi chiedo se sia possibile che esso ci abbia contagiati tutti e sia ormai tra di noi?”. “E’ molto probabile, ma fin quando riusciamo a ricondurre tutti i casi al focolaio italiano è bene che facciamo il possibile per contenerlo”.

“Perche a Codogno non vengono potenziate le forze sul campo?”. “Lì in effetti la situazione è davvero pesante. Molti medici si sono lamentati di non aver ricevuto il materiale necessario. La nostra brillante sanità lombarda comunque sotto certi punti di vista è molto efficiente, però una carenza di risorse c’è. A mio parere il fatto di aver privilegiato la sanità privata piuttosto che quella pubblica negli ultimi anni non ha di certo aiutato”.

Lombardia
Foto: Pixabay

“Ora com’è giusto comportarsi secondo te? Aspettare che il contagio aumenti? Verificare i guariti? Qual é lo step della seconda settimana?” “Iniziamo a pensare a ciò che noi singoli cittadini dobbiamo fare. Chiunque abbi tosse, mal di gola, raffreddore, febbre deve stare a casa. E’ un principio di civiltà che dobbiamo imparare a rispettare. Non siamo dei bravi stacanovisti se prendiamo del paracetamolo e andiamo al lavoro. Dobbiamo stare a casa perchè siamo infettivi. Se tutti coloro che hanno questi sintomi, coronavirus o meno, stessero a casa eviteremmo il contagio. Usate la mascherina solo se state male. Tossite e starnutite nei fazzoletti di carta gettandoli poi in un cestino chiuso e poi lavatevi bene le mani con acqua e sapone. Non servono disifettanti fatti in casa. Basta lavarsi le mani con acqua calda e sapone a lungo. Cantate tanti auguri a te due volte nel mentre. Quelli sono i tempi indicati”.

“Che misure verranno prese a livello mondiale e statale nel momento, se succederà, in cui verrà dichiarata la pandemia?”. “La dichiarazione di pandemia fa scattare una serie di regolamenti internazionali complicati, ma anche gli accordi per la produzione di vaccini e farmaci. A noi non deve spaventare che venga dichiarata la pandemia. Perchè ciò non indica qualcosa di più grave dal punto di vista del singolo. Il problema riguarda il sistema. Se il 50% dei medici è a letto con 40 di febbre nessuno vi opererà per il vostro tumore”.

“Che impatto può avere il virus su soggetti affetti d’asma” “Asma, bronchite cronica sono condizioni che teoricamente sono a maggior rischio di complicazioni. Dunque chi soffre di questi condizioni è meglio che stia particolarmente attento. Anche se è uscito uno studio che asserisce che il rischio non è maggiore per questi soggetti. Però è un singolo studio e come insegna la scienza come tale è sempre meglio diffidare”.

La video-intervista completa

Redazione CiSiamo
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