Coronavirus, creata la mappa 3D che aiuterà a creare il vaccino

È la struttura molecolare di una delle armi che il virus usa per entrare nelle cellule. Pubblicato su Science, il risultato è stato ottenuto dall'ateneo con sede a Austin e dall’Istituto americano per la ricerca sulle malattie infettive (Niaid), parte dei National Institutes of Health (Nih)

Coronavirus
Foto: Pixabay

Un team di scienziati statunitensi ha creato la prima mappa 3D della parte del Coronavirus che si attacca e infetta le cellule umane. Un passo importante verso lo sviluppo di un vaccino. Gli esperti dell‘University of Texas a Austin e dei National Institutes of Health (Nih) sono gli autori della ricerca pubblicata su ‘Science.

E’ stata mappata la parte chiamata proteina “spike“, ossia “spuntone”. Sta ad indicare le caratteristiche punte che si trovano sulla superficie del patogeno, la ‘corona’ del coronavirus. Per gli esperti questo è “un passaggio cruciale”. Dato che consente ai ricercatori di tutto il mondo di lavorare a farmaci antivirali e vaccini per combattere la Covid-19.

Coronavirus: il team che ha creato la mappa 3D

Il team autore della mappa 3D in scala atomica della proteina spike sta anche lavorando su un vaccino.  Gli scienziati del gruppo sono guidati da Jason McLellan, professore associato nell’ateneo di Austin. Studiano i coronavirus da anni.

Tra quelli esaminati ci sono i patogeni responsabili della Sars e della Mers. Gli esperti avevano già sviluppato dei metodi per bloccare le ‘proteine ​​a punta’ del coronavirus. Rendendole cosi una forma che le rendesse più facili da analizzare e che permettesse la trasformazione in candidati vaccini. Questa esperienza è stata un vantaggio per il loro lavoro di studio sul nuovo coronavirus responsabile della Covid-19.

Dichiarazioni ufficiali

“Non appena abbiamo saputo che si trattava di un coronavirus, abbiamo sentito che dovevamo buttarci a capofitto” dichiara McLellan. “Perché avremmo potuto essere fra i primi a ottenere questa struttura. Sapevamo esattamente quali mutazioni mettere, perché abbiamo già dimostrato che funzionano per un gruppo di altri coronavirus”.

Sono serviti altri 12 giorni per ricostruire la mappa ‘atomica’ 3D. Essa descrive la struttura molecolare della proteina spike. Gli scienziati hanno utilizzato una tecnologia di ultima generazione, la microscopia elettronica criogenica disponibile nel nuovo Sauer Laboratory for Structural Biology dell’ateneo. McLellan, evidenzia “L’importanza di finanziare le strutture della ricerca di base”. Questa tecnologia consente di realizzare modelli 3D su scala atomica di strutture cellulari, molecole e virus.

Nello studio sul nuovo coronavirus la molecola prodotta dal team, è solo la porzione extracellulare della proteina spike. Secondo quanto spiegano gli esperti è sufficiente per suscitare una risposta immunitaria nelle persone e quindi fungere da vaccino.

Il team di McLellan

Il team prevede di utilizzare la propria molecola per esplorare un’altra linea di attacco al virus della Covid-19. Vuole impiegare la molecola come “sonda” per isolare anticorpi prodotti naturalmente da pazienti infettati e guariti.

Questi anticorpi, in quantità sufficienti, potrebbero aiutare a trattare l’infezione da nuovo coronavirus, praticamente subito dopo l’esposizione al patogeno. Ad esempio potrebbero essere usati per proteggere i militari o gli operatori sanitari inviati in aree ad alto tasso di contagio.