Medici pensionati richiamati al lavoro: troppi malati e pochi dottori giovani

Cinque Regioni cercano di risolvere la crisi di personale con soluzioni tampone. Zaia: "Non è questo il futuro della nostra sanità ma non avevamo altra scelta."

Tumore al seno metastatico nuove cure

I medici pensionati sono stati richiamati al lavoro per tamponare una situazione che si sta facendo tragica nella nostra sanità. Sono, per ora, 5 le regioni che si sono viste costrette ad adottare questo metodo. Il Molise ha aperto la strada ed è stato seguito ora anche dal Veneto: “Il Veneto non immagina una sanità in mano ai pensionati, il futuro deve essere dei giovani. Però non avevamo alternative se non ricorrere a questa soluzione”. Così si è espresso il Governatore Luca Zaia.

A partire da questa settimana, dunque, i primi medici già a casa potrebbero tornare negli ambulatori degli ospedali o al pronto soccorso per coprire la carenza di personale. I direttori generali delle Ulss potranno decidere di richiamare gli ex dopo aver verificato l’impossibilità di rispettare i Lea (livelli essenziali di assistenza).

Medici pensionati richiamati al lavoro

I medici pensionati rischiano di essere richiamati al lavoro perché adesso si si paventa la minaccia di un’interruzione del pubblico servizio. Quindi sarebbero una sorta di toppa provvisoria. Due Regioni, Molise e Friuli, stanno percorrendo la stessa strada. Umbria e Piemonte potrebbero essere le prossime. I bandi di concorso vanno deserti, gli organici si assottigliano, il rischio di chiudere reparti e ambulatori cresce.

La situazione in Veneto

Gli ospedali in Veneto sono 68. 80 milioni le prestazioni ogni anno. 2 milioni gli accessi al pronto soccorso. I dipendenti sono 54.000, mentre 9 miliardi e 360 milioni sono gli euro stanziati per la sanità.

Zaia cita l’ultimo caso: un bando di concorso di 80 posti per medici di emergenza dove hanno risposto appena in 10. “Il sistema nazionale deve essere organizzato in fretta, è il risultato di errata programmazione. Le borse di studio per gli specializzandi sono insufficienti. Le regioni non possono sopperire più di tanto con le proprie risorse. Noi siamo gli unici a non richiedere tasse aggiuntive e applichiamo solo ticket nazionali e non intendiamo caricare i cittadini per poter coprire il costo delle borse di studio. Bisognerebbe permettere ai neolaureati di entrare in ospedale subito. Il problema della carenza dei medici è in tutta Italia, parlo con i colleghi e sono tutti disperati”.

Numero chiuso

Zaia si è dichiarato contrario al numero chiuso a medicina. “Ridicolo pensare di selezionare i luminari del futuro in base a test di ammissione fatti a 18 anni. Si torni alle università vecchia maniera”.

A questo proposito, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha annunciato un intervento. L’aumento degli studenti nel prossimo anno sarà del 30%. “La strozzatura è legata alle borse di specializzazione, per questo abbiamo stanziato 100 milioni che serviranno ad aumentare gli ingressi alle scuole.

La situazione, però, rischia di peggiorare di qui a poco. Migliaia di dipendenti sono in uscita e molti si avvarranno delle norme sulla quota 100. Inoltre, ogni anno, in Italia, circa 2.000 laureati restano fuori dalle specializzazioni.

La scelta del Molise

La scelta di riaprire le corsie ai pensionati è partita dal Molise. Il commisario Angelo Giustini dichiara: “Ora ci copiano a livello nazionale. La nostra è una misura tampone per continuare a garantire i servizi sperando che i giovani tornino a lavorare da noi. Qui i concorsi vanno deserti.”

Anche in Fiurli si è reso necessario il richiamo dei pensionati. Il vicepresidente della Regione con delega alla sanità Riccardo Riccardi si è così espresso: “Questa è una misura transitoria ma efficace. L’abbiamo applicata con successo all’ospedale Burlo Garofolo e se necessaria ripeteremo”.

Il no dei Sindacati

I sindacati però si sono dichiarati contrari. Per il Presidente di Anaao-Assomed Costantino Troise “è la Caporetto del sistema sanitario”. E poi continua: “Non basteranno certo rincalzi temporanei a coprire gli 800 posti che mancheranno nei pronto soccorso della Campania o nei 500 della Puglia. La crisi ha carattere strutturale”.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.