Derby di una volta, oggi Milano vende moda

Week end ricco, a Milano, tra moda, un Jova Beach Party da Paradiso e un Derby della Madonnina a senso unico e con poco calcio.

Milano, da qualche tempo, non vende solo moda. Per la fine dell’estate e l’imminente riapertura dell’Aeroporto di Linate, infatti, Milano ci ha venduto un Beach Party in piena regola, ma senza spiaggia e senza mare. Sì, perché: «Il mare l’abbiamo avuto anche a noi a Milano. Tutto cosparso del suo bel ondeggìo che esso c’ha dentro. Esso andava da Porta Lodovica fino in via Farini; Via Torino tutto un scoglio, che c’è ancora il pesce adesso in via Spadari».

Oggi il mare non c’è più a Milano, ma Jovanotti ce l’ha portato, insieme a un’esperienza mistica. Così raccontano i 100.000 adepti presenti a Linate, passati da Salmo a Tommaso Paradiso, che ha concluso l’esperienza con i Thegiornalisti ed è tornato freelance.

Un Derby con poco calcio

A proposito di editoria, grazie al nuovo canale DAZN trasmesso da Sky, Milano ci ha venduto anche un Derby della Madonnina con una sola squadra in campo e ben poco calcio. Sì, perché un tempo il Derby di Milano era uno spettacolo leggendario, da ogni punto di vista. Quando non lo era, Beppe Viola trasmetteva quello dell’anno prima, alla Domenica Sportiva.

Oggi il Derby è un pallido ricordo dell’epica calcistica milanese, culminata in quella semifinale di Champions League, nel 2003, che consacrò Milano come capitale del calcio e fotografò l’Italia ai vertici del mondo; traguardo che avrebbe raggiunto effettivamente nel 2006, quando cominciò il declino calcistico, non solo di Milano.

Sabato, lo Stadio e le tifoserie ci hanno regalato il solito splendido spettacolo. In campo, purtroppo, lo spartito è stato ben peggiore anche di alcuni concerti estivi, non solo dei Derby del recente passato. L’impressione è che Milan e Inter abbiano più bisogno di San Siro di quanto, effettivamente, lo Stadio Meazza necessiti dei due Club.

C’era una volta…

L’Inter sta crescendo bene, ha le sembianze di Antonio Conte e la solidità di una squadra consapevole di essere tale. La qualità dei primi della classe è ancora lontana ma chi ben comincia, è risaputo, è a metà dell’opera. É impressionante constatare la rapidità con cui Antonio Conte è entrato nella testa dell’Inter, dei suoi ragazzi, dei tifosi nerazzurri, e come l’Inter sia entrata nella sua, di testa.

Il Milan di Gennaro Gattuso con una spolverata di Rafael Leão, invece, sa già di riscaldato e appare sempre più difficile da digerire. Ha le sembianze di Marco Giampaolo nel post partita, purtroppo non assomiglia alle sue famigerate idee calcistiche, che l’ermetico tecnico abruzzese si ostina a tenere ben celate. Forse gli manca il mare, che a Milano non c’è più. Forse dovrebbero far allenare il Milan a Jovanotti. Il Milan della passata stagione non giocava certo un calcio spumeggiante, ma avrebbe presumibilmente opposto maggior resistenza alla furia della mareggiata nerazzurra, magari sfoderando un finale alla Quentin Tarantino: C’era una volta… il Milan.

L’Inter, invece, ha travolto i cugini, giocando al gatto con il topo, stanandoli nel secondo tempo con Marcelo Brozović e tramortendoli con Romelu Lukaku.

Mancanza di un leader

Diego Godín è di un’altra qualità calcistica, un vero condottiero. Gigio Donnarumma è stato senza dubbio il baluardo rossonero, ma nessuno degli attuali attori rossoneri appare avere la personalità per trascinare il gruppo fuori dal pantano. Lo scorso anno, il Milan mostrava a tratti la personalità di Gattuso, quest’anno appare spaesato come Giampaolo, già mal sopportato dalla piazza e decisamente poco sostenuto da una società evanescente.

Lo zucchero usato in estate per addolcire i tifosi, oggi sta lasciando posto all’amara realtà. La stagione è ancora lunga, ma attualmente il Milan appare più confuso anche della Sampdoria di quest’inizio stagione, che comunque è riuscita a vincere contro un Torino incomprensibilmente involuto e che giovedì affronterà, in casa, proprio il Milan.

Mentre il mondo si concentrava su Milano, venerdì il Cagliari ha battuto un buon Genoa, confermandosi in gran crescita nonostante la mancanza di Radjia Nainggolan, leader prescelto. Sabato la Juventus ha vinto ma non ha convinto, a Verona. La vetta della classifica, così, è rimasta prerogativa dell’Inter, vera e unica rivale dei campioni d’Italia con il Napoli.

Gallina vecchia fa ancora gol

La squadra di Carlo Ancelotti vince con un 442 che esalta quel vecchio volpone di Fernando Llorente, tornato al gol in Italia, addirittura con una doppietta, nel 4 a 1 contro il Lecce. Segna il primo gol in Serie A anche Franck Ribéry, che sembra commuoversi in panchina pensando agli ultimi mesi di sofferenza, mentre Vincenzo Montella s’incazza: l’Atalanta rimonta due gol in zona Cesarini e sembra riprendersi dai pesanti postumi da rakija. É stata una bella Fiorentina, che cresce, pur restando vittima di qualche peccato di gioventù.

É sempre Derby

Piace anche la Roma di Paulo Fonseca. Gioca a viso aperto, segna, vince e convince anche contro l’ottimo Bologna di Siniša Mihajlović, che perde la partita al novantatreesimo e il secondo posto in classifica conquistato a Brescia.

Il Derby di Roma è servito da spartiacque per i giallorossi, che da lì sono ripartiti, a suon di gol, in Italia e in Europa.

Il Sassuolo si è ripreso dalla batosta subita a Roma e ha sconfitto, in uno dei numerosi Derby d’Emilia, per 3 a 0 la S.P.A.L.. Gli Estensi, proprio settimana scorsa, hanno bagnato le polveri della Lazio. I biancazzurri, dal Derby di Roma, sono usciti presuntuosi e sazi di bel gioco, proseguendo peggio in Romania. A Parma, nel match che ha chiuso la quarta giornata, la squadra di Simone Inzaghi ha ritrovato fame, umiltà e un Ciro Immobile di nuovo sugli scudi, che segue a una lunghezza il capocannoniere di quest’inizio stagione, Domenico Berardi.

Aspettando Mario Balotelli

Ha sortito l’effetto sperato anche la telefonata notturna che Massimo Cellino, rispettando il proprio stile, ha riservato a Eugenio Corini dopo la rocambolesca sconfitta contro il Bologna. Le Rondinelle vincono e convincono, a Udine, con un Sandro Tonali sempre più leader. Martedì torna il campionato e arriva la Juventus, a Brescia. Ci sarà anche Mario Balotelli in campo e, sinceramente, spero che sia l’inizio di una lunga storia d’amore.  

Redazione CiSiamo
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