Anna Mastromarino (Pd): “Non rassegnarsi a questa onda di nazionalismo”

Anna Mastromarino, socia fondatrice della fondazione Benvenuti in Italia, si è candidata alle prossime elezioni europee con il Pd.

Anna Mastromarino
Anna Mastromarino

Anna Mastromarino, socia fondatrice della fondazione Benvenuti in Italia, si è candidata alle prossime elezioni europee con il Pd. “Mi sono decisa a candidarmi perché non bisogna rassegnarsi a questa ‘onda nera’ di nazionalismo – ha iniziato -. Crediamo che ci possa essere un’Europa diversa.”

Quali sono le sfide più urgenti dell’Europa?

“Dobbiamo riuscire a governare uno spazio di globalità economica che fin’ora è stato lasciato a se stesso. C’è un problema di redistribuzione delle ricchezza. La globalizzazione ha creato ricchezza solo a chi già la possedeva. Dobbiamo ristrutturare la nostra Europa. Bisogna mettere al centro alcune questioni: la fiscalità e il welfare unitari sono il primo grande passaggio per la costruzione di un demos e la ridistribuzione della ricchezza in Europa. A questo punto è più semplice attivare tutta un’altra serie di riforme, come per esempio quella dello stesso sistema elettorale all’interno del Parlamento europeo. Non è più possibile avere liste che rispecchiano le liste nazionali. Le liste devono essere transnazionali. Devono essere liste per l’Europa, basta parlare del proprio cortile di casa.”

Quali sono i diritti civili che in questo momento sono più in pericolo in Europa?

“I diritti civili in Europa sono garantiti. Il problema è come poi vengono declinati nei singoli Stati. L’Unione europea richiede un livello di attenzione ai diritti civili agli Stati molto alto. Ma, proprio perché non esiste una Repubblica d’Europa, esistono poi tanti Stati che concepiscono questa idea completamente assurda di democrazia illiberale. Ma non può esistere una democrazia illiberale, cioè dove non si rispettano i diritti civili dei cittadini. Questo è quello che accade in Ungheria e che qualcuno vorrebbe accadesse anche in Italia, noi però non lo permetteremo.”

Perché i cittadini percepiscono l’Europa come distante?

“Quando si fa un passo in avanti in Europa, non sempre questo viene raccontato correttamente ai cittadini nei vari stati. Tra qualche tempo non potremmo più usare la plastica mono uso: piatti, picchieri e posate. Come si racconta? E’ un lavoro che devono fare i politici, i giornalisti e le comunità. L’altro elemento è come ci si pone rispetto all’Europa. Il nostro Paese non ha un Ministro per le politiche europee, dopo che ne abbiamo avuto uno dichiaratamente contrario alle politiche europee. Se si nomina un Ministro contrario all’idea di Unione europea, e poi non lo si sostituisce, significa che l’Italia cessa di essere un soggetto capace di attivarsi per far si che quello che succede in Europa abbia buon fine. Se continuiamo a non alimentare l’Europa in termine di opinione pubblica e di struttura statale, l’Italia non saprà darci nulla. Il problema non è l’Europa, il problema la politica che noi scegliamo per il nostro Paese.