Ignazio Corrao (M5S): “La povertà è la madre di tutte le lesioni dei diritti umani”

In vista delle elezioni europee di maggio, CiSiamo propone un ciclo di interviste agli europarlamentari uscenti. Oggi un'intervista esclusiva a Ignazio Corrao del Movimento 5 Stelle

Ignazio Corrao
In vista delle elezioni europee di maggio, CiSiamo propone un ciclo di interviste agli europarlamentari uscenti. Oggi un'intervista esclusiva a Ignazio Corrao del Movimento 5 Stelle

Continua il ciclo di interviste realizzate da Ci Siamo in occasione delle elezioni europee del 26 maggio. Oggi ribadisce con forza le posizioni del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao, europarlamentare pentastellato membro della Commissione per lo sviluppo e della Sottocommissione per i diritti dell’uomo a Bruxelles.

Quale futuro per l’Europa dopo le elezioni?

Le elezioni europee sono un momento importantissimo! I cittadini europei sceglieranno l’Europa che governerà per i prossimi 5 anni! Per questo invitiamo tutti ad andare alle urne. Dalle urne, infatti, uscirà non solo la composizione del Parlamento Europeo, ma anche il delicato equilibrio sul quale si fonderà la scelta dei prossimi commissari. Insomma il futuro dell’UE dipende da noi cittadini. Ci auguriamo un’Europa che sappia fare l’interesse dei cittadini e non delle lobby, delle multinazionali, dei mercati, delle banche. Noi siamo alternativi ai partiti dell’establishment che hanno portato l’Europa in un vicolo cieco ma anche ai partiti sovranisti e di estrema destra che sono nemici degli interessi dell’Italia su molti aspetti, dall’austerità alla questione migratoria.

Quali sono le sfide che di politica estera che l’Europa dovrà sostenere nei prossimi anni?

Le sfide di politica estera per l’UE sono immense: dalla crescente pressione migratoria alle scommesse in materia di sviluppo, dalle crisi di stabilità alle cosiddette guerre commerciali. Poi ci sono alcune zone che si trovano a pochi km dalle coste italiane che vanno stabilizzate, penso alla Libia.

Cosa dovrebbe fare l’Europa?

A mio avviso la chiave di tutto sta nel metodo. L’Europa dovrebbe lavorare attivamente per ricondurre tutte le crisi nell’alveo di un vero multilateralismo, promuovendo il dialogo a tutti i livelli e aiutando a ristabilire il ruolo centrale delle Nazioni Unite. Soprattutto ci aspettiamo un’Europa che non lasci spazio alle spinte in avanti di alcuni dei suoi Stati membri: se l’Europa parla, se l’Europa agisce, deve farlo nell’interesse dell’Europa e cioè nell’interesse di tutti e non dei soliti noti e a discapito del bene comune.

Quali diritti civili sono al momento sotto attacco in Europa?

Quando si parla di diritti sotto attacco in Europa mi vengono in mente le immense sacche di povertà in Grecia, Italia e molti altri Paesi causate dalle scellerate politiche di austerità volute in particolare dai Paesi del Nord Europa. La povertà è oggi la madre di tutte le lesioni dei diritti umani: la povertà incide direttamente o indirettamente sul diritto alla salute, sul diritto allo studio, sulle tutele dei diritti dei lavoratori, sul diritto a fondare una famiglia, a mettere al mondo dei figli e a crescerli dignitosamente, sul diritto a non lasciare la propria città natale o il proprio Paese.

Quali misure dovrà adottare l’Europa per difenderli?

Dobbiamo rifondare l’Europa, dobbiamo riportarla a quello che era il sogno dei Padri fondatori: un’Europa dei cittadini, un’Europa per la pace, un’Europa basata sulla solidarietà tra i Paesi e tra i popoli. Finché l’Europa resterà appannaggio delle lobby finanziarie non ci sarà spazio per i diritti umani. E a noi questo non può e non deve stare bene!

Cosa vuol dire per lei impegnarsi in prima persona in Europa?

Io mi sento un portavoce dei cittadini in Europa, un “dipendente” dei cittadini siciliani, sardi, italiani, europei che lavora per difendere i loro diritti contro gli interessi dei potenti e dei corrotti. Porto ogni giorno in Parlamento le battaglie che provengono dal territorio, le belle battaglie che parlano di diritti, di tutela del Made in Italy, delle nostre produzioni agricole, delle esigenze della piccola e media impresa, del diritto dei giovani a formarsi una famiglia… significa, insomma, essere un cittadino in Europa. C’è ancora molto lavoro da fare. Per cambiare ed essere più forte l’Europa ha bisogno delle idee e del contributo concreto del Movimento 5 Stelle.