Damiano Zoffoli (Pd): “Abbiamo bisogno di un’Europa unita, perché rischiamo di diventare marginali”

Un'intervista di CiSiamo.info a Damiano Zoffoli, eurodeputato del Partito Democratico, sui temi di Erasmus, ambiente ed Europa del futuro

Damiano Zoffoli
Un'intervista di CiSiamo.info a Damiano Zoffoli, eurodeputato del Partito Democratico

Damiano Zoffoli (Pd): “Abbiamo bisogno di un’Europa unita, perché rischiamo di diventare marginali”

 
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Una nuova intervista di CiSiamo.info in vista delle elezioni europee del 26 maggio, questa volta all’eurodeputato del Partito Democratico Damiano Zoffoli. Con lui abbiamo toccato temi quali il progetto Erasmus, le sfide ambientali e la politica verso i Paesi extraeuropei.

Il partito Democratico punta molto ad incentivare progetti come l’Erasmus, come mai?

Beh, perché l’Erasmus è l’Europa, l’Europa è l’Erasmus. L’Europa sono le persone che si incontrano, si muovono, creano amicizie e relazioni. Quindi se vogliamo contrastare questa crisi del progetto europeo dobbiamo fare incontrare persone, soprattutto i ragazzi.

Grazie a queste opportunità e risorse, in più di trent’anni milioni di cittadini europei si sono incontrati e hanno potuto scambiarsi esperienze, far volontariato, tirocini, imparare le lingue. Questo è il volto bello dell’Europa, l’Europa delle persone. Noi abbiamo proposto di mettere a disposizione più soldi, quindi nei prossimi sette anni passeremo, mi auguro a molto più del doppio delle risorse. Oggi siamo a circa 15 miliardi di euro, e già la proposta di arrivare a 30 è stata accettata dalla Commissione europea. Ma noi vogliamo puntare ancora più in alto perché come Parlamento e come Pd in Europa abbiamo chiesto addirittura di triplicare.

Vogliamo che questa esperienza la possano fare anche i ragazzi che hanno delle famiglie con meno possibilità. Purtroppo abbiamo visto che chi ha fatto quest’esperienza sono ragazzi più fortunati. Ma noi vogliamo che molti più ragazzi possano farlo. Con due interrogazioni io stesso, in particolare, ho chiesto che possano partecipare anche i ragazzi con disabilità. Infatti ho visto che meno dell’1% di chi ha partecipato in questi anni ha disabilità, ma vogliamo che anche loro al pari dei loro coetanei possano fare questa esperienza. Erasmus deve diventare un progetto per tutti.

Sempre per quanto riguarda l’Europa del futuro, quali sono i provvedimenti che l’Europa dovrà mettere in atto per quanto riguarda l’ambiente?

In questi anni ho fatto parte della commissione ambiente, e mi sono occupato proprio di questa che è una delle grandi sfide, che non solo l’Europa, ma il mondo ha di fronte. Come salvare il pianeta? Qui la lezione ci viene ancora una volta dai giovani. Pensiamo a Greta e ai milioni di giovani che nelle scorse settimane sono scesi nelle nostre piazze e nelle nostre città a chiedere alla politica un impegno contro i cambiamenti climatici, per un modello di sviluppo diverso. Io non credo alla decrescita, a differenza di altre forze politiche, io credo che dobbiamo cresce e svilupparci ma in maniera più intelligente.

Noi proponiamo di sprecare meno cibo, energia, inquinare meno aria e acqua. L’impegno sui cambiamenti climatici significa di fatto un nuovo modello di sviluppo e un nuovo stile di vita. C’è poi il tema delle migrazioni, gente che si sposta a causa dei cambiamenti del clima e dell’ambiente. Ad esempio ci siamo dati delle regole sul traffico pesante che entreranno in vigore dopo l’estate in tutta Europa, per avere camion, autobus e pullman che inquinano meno. Un ambiente più pulito significa un futuro per i nostri figli.

Quali sono invece le sfide in campo di politica estera, verso i Paesi extraeuropei?

Anche in questo caso si tratta di sfide molto importanti. Abbiamo bisogno di un’Europa unita, perché altrimenti rischiamo di diventare marginali. Noi siamo europei, compresi gli inglesi che hanno fatto il tragico errore di decidere con la Brexit di uscire, e ancora non sanno “che pesci pigliare”. E se qualcuno ha ancora dei dubbi sull’Europa, guardi cosa sta succedendo nel Regno Unito e cambierà idea in una frazione di secondo. Si sono messi in un guaio da cui non sanno più come uscire. Abbiamo bisogno di un’Europa unita perché siamo solo i 7% della popolazione mondiale. Quindi il 93% degli uomini e delle donne non vive in Europa. Noi rischiamo di avere un ruolo marginale rispetto alle grandi sfide mondiali.

E per quanto riguarda il Medio Oriente?

Noi sappiamo che la pace nel Mondo è la pace in quei Paesi. Se il Medio Oriente è in pace c’è una garanzia di pace per l’umanità. Vediamo cos’è successo in Siria, cosa sta succedendo ora, con tutte le conseguenze di immigrazione, che è legata oltre che ai cambiamenti climatici anche alle guerre e al terrorismo. Se uno pensa di vivere a casa sua murato dentro ai confini nazionali è il mondo che si preoccupa di andarlo a trovare a casa, e bussare alla sua porta. Quest’idea della chiusura è un’idea perdente. Abbiamo invece bisogno di aprirci al mondo e per aprirci agli altri dobbiamo essere uniti. Politica estera comune significa difesa comune. Noi abbiamo proposto un fondo di difesa comune, visto che l’America ha detto che ci dobbiamo “arrangiare” e pagare per la nostra sicurezza. Se vogliamo la pace nei nostri confini dobbiamo impegnarci per garantire la pace anche fuori nel mondo.

Atto europeo sull’accessibilità, di cosa si tratta?

Anche questa credo sia l’Europa bella, che non lascia indietro nessuno. Qui ci siamo occupati per far sì che tutti, anche chi ha alcuni limiti fisici di movimento abbia uguali possibilità. Le quattro libertà dell’Europa sono infatti la libera circolazione delle persone, delle merci dei capitali e dei servizi. L’Europa è soprattutto movimento, e con quegli atti abbiamo cercato di dare delle opportunità che riguardano la vita quotidiana di tutti i cittadini. Andranno poi vanno rese efficaci, perché per ora si tratta di direttive e prescrizioni minime che il Parlamento europeo ha dato ma che tutti gli Stati poi devono recepire nel loro ordinamento. Penso ad esempio a molti servizi legati alla circolazione dei treni o nelle città per far sì che tutti possano avere una vita dignitosa.

Cosa ha significato per lei impegnarsi in questi anni in prima persona in Europa?

Ha significato rafforzare il senso della mia cittadinanza europea. Noi siamo cittadini europei con diritti e doveri ma purtroppo spesso non li conosciamo. Io mi sono dedicato molto in questi anni all’incontro con i ragazzi, nelle scuole, e li ho invitati nella loro casa che è il Parlamento, accogliendoli all’ingresso dicendo “benvenuti a casa vostra“. Ecco, abbiamo bisogno di scoprire chi siamo, perché la crisi che sta attraversando l’Europa è una crisi di identità, e profonda, e bisogna ripartire dai valori.

Ho poi scoperto tante amicizie, e ho scoperto l’Europa delle persone, perché nei luoghi della rappresentanza a Bruxelles e a Strasburgo ognuno porta le esperienze e i problemi del suo territorio e del suo Paese e incontra altre persone che portano a loro volta la loro vita.

E’ stata un’esperienza politica straordinaria, perché l’Europa è il centro delle grandi sfide mondiali, e le soluzioni non le troviamo a casa nostra nei confini nazionali ma in una dimensione europea. E siccome la politica è la vita, questa per me è stata una grande esperienza dal punto di vista umano.

Damiano Zoffoli a CiSiamo in Europa

L’Onorevole Damiano Zoffoli è stato ospite di CiSiamo in Europa (CiSiamo.info) insieme all’Onorevole Mario Borghezio. Ascolta la punata:

CiSiamo in Europa del 19/4/2019
Redazione CiSiamo
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