Bonaccini: “Riforma non fine del mondo”

Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini è intervenuto alla Festa dell'Unità a Modena. "Al referendum io voterò sì".

Bonaccini
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Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini è intervenuto alla Festa dell’Unità a Modena. “Al referendum sul taglio dei parlamentari io voterò sì, non è una riforma da fine del mondo ma se vedrà prevalere i sì potrà innescare altre serie di riforme per far sì che il sistema, Parlamento compreso, funzioni più velocemente”.

Le parole di Bonaccini

“Sulle prossime elezioni, quattro a tre, cinque a due: tutto è possibile, ma le prossime regionali non sono una partita di calcio, allora si può, se si ha coraggio, se si affronta col sorriso la sfida, se provi tu a dire agli indecisi che c’è una prospettiva di governo da preservare. Oggi le persone cambiamo idea sul voto rapidamente, è una settimana decisiva, nulla è scontato, facciamo in modo che i voti si contino nelle urne, non nei sondaggi o nei titoli dei giornali, facciamo in modo che ogni regione, ogni territorio, sia contendibile. Allora ci si dia da fare, siamo una grande squadra, abbiamo le caratteristiche per spuntarla. Se chi fa politica ha paura allora è meglio che cambi lavoro. Una classe dirigente si vede quando piove, ad abbronzarsi son buoni tutti…”, ha concluso Bonaccini.

Le parole di Zingaretti

Nicola Zingaretti, alla Festa dell’Unità di Modena, si è sfogato. “Guai a lasciare il terreno agli altri, nessuno si illuda: i democratici il terreno non lo lasceranno mai. Dobbiamo essere orgogliosi per quello che tutti abbiamo fatto in questi anni. Oggi dobbiamo essere orgogliosi perché in questa Italia pazza, di twittaroli, c’è un solo partito che ovunque rappresenta l’unico argine all’avanzata della destra: siamo noi, il Pd, altri non ne ho visti”.

Pd

Ai nostri alleati mi permetto di dire basta con l’ipocrisia di essere alleati ma in televisione fare la parte degli avversari perché questo logora l’immagine di un’alleanza che deve essere unita da una missione, da un’identità. Siamo uniti non per occupare poltrone ma per realizzare un programma di rinascita dell’Italia. Chiederemo rigore assoluto al governo che sentiamo nostro e che sosteniamo con decisione, ma ora dovremo dire basta ai troppi se, alle attese e ai ritardi. Agli elettori delle forze politiche alleate dico: rimanete con le vostre identità, ma di fronte a sistemi a turno unico io vi domando cos’altro deve accadere per non far scattare ora la parola unità per fermare le destre in tutto il Paese? E’ possibile farlo attorno alle candidature più competitive. Non buttiamo nessun voto. Facciamo una cosa che sembrava impossibile: non chiediamo voti solo contro ma consenso, coscienti di aver fatto e poter fare”.