Rossi: “Prima tutto il canone della Rai”

All'Adnkronos il consigliere della Rai Giampaolo Rossi è intervenuto nel dibattito su una possibile riforma della Rai.

Abolizione canone Rai

All’Adnkronos il consigliere della Rai Giampaolo Rossi ha parlato della possibile riforma della Rai. “Prima si restituisca alla Rai tutto quello che le è stato sottratto, da un pezzo del canone all’extragettito, passando per gli 80 milioni (40+40) stanziati in finanziaria e ancora non arrivati al Servizio Pubblico, poi, solo poi, si potrà avere la chiarezza per capire come andare incontro alle legittime richieste degli operatori in difficoltà dopo il Covid sul fronte dei ricavi pubblicitari e non solo”.

Le parole di Rossi

“Io credo sia arrivato il momento in cui governo e la politica si interroghino seriamente su quale idea di servizio pubblico vogliono per il Paese. E questo lo dico perché abbiamo assistito in questi mesi a dichiarazioni di esponenti del governo, estremamente contraddittorie fra di loro e che non aiutano a capire cosa si vuole dalla Rai e quale idea abbia questo governo di un servizio pubblico moderno, come quello degli altri paesi europei. In questi anni abbiamo cioè assistito a un processo di scardinamento del ruolo del servizio pubblico attraverso dei passaggi chiari”.

Rai

“Primo la riduzione del canone che ha portato la Rai ad essere fanalino di coda tra i servizi pubblici europei. Oggi la Rai ha il canone più basso in Europa, superiore solo a quello di Slovacchia e Repubblica Ceca, mentre tutti i servizi pubblici paragonabili a quello italiano incassano un canone ben più alto. La Francia 140 euro, il Regno Unito 185 euro, la Germania 210 e nei paesi scandinavi si arriva addirittura a superare i 300 euro. E ciononostante in tutte le valutazioni in ambito Ebu (European Broadcasting Union) la Rai è valutata tra i migliori e più efficienti servizi pubblici europei”.

Canone

“Un canone più basso, quindi, quello della Rai, che per giunta non va neanche per intero nelle casse del Servizio Pubblico. Dei 90 euro che i cittadini pagano solo 74 vengono messi a disposizione della Rai. Dalla riforma Renzi in poi al Servizio Pubblico viene sottratto persino il cosiddetto extragettito che è la parte di canone che spetterebbe alla Rai ma che, in realtà, il governo trattiene, si tratta di circa 100 milioni l’anno. Ho letto l’intervento della sottosegretaria con delega al Turismo. Credo abbia scarsa conoscenza delle complesse dinamiche industriali che questo settore sta attraversando. Con il dovuto rispetto faccio notare che la Rai non sta lì a chiedere risorse. Come ho spiegato, chiede solo che le venga restituito quanto arbitrariamente sottrattole”, ha concluso Rossi.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.