Sileri: “C’è rischio macchia di leopardo”

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, si è rivolto direttamente ai giovani impegnati nel ritorno fra i banchii di scuola un post su Facebook.

Sileri
Foto. Twitter

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, si è rivolto direttamente ai giovani impegnati nel ritorno fra i banchii di scuola un post su Facebook. “Ieri è stato un grande giorno, è stato il primo giorno di scuola per una parte degli studenti del nostro Paese. E’ stata una giornata di emozioni e di timori, perché è stato complesso riaprire la scuola in sicurezza. Il diritto all’apprendimento, all’educazione, è un diritto costituzionale, esattamente come il diritto alla salute. E’ un diritto che deve essere garantito, curato, rafforzato, con tutti gli strumenti adeguati”.

Le parole di Sileri

“Per questo la scuola riapre, anche se ci saranno possibili situazioni a macchia di leopardo con positivi al Covid tra gli insegnanti e gli studenti. In mezzo ai timori, ai dubbi, al lavoro sulle soluzioni, c’è stato però tanto impegno e per questo ringrazio la ministra Lucia Azzolina, i professori e i maestri, e soprattutto i ragazzi: siete il futuro e dobbiamo darvi, subito, il miglior presente”, ha concluso Sileri.

Le parole di Pregliasco

Ad ‘Agorà’ su Rai 3 è intervenuto il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco. “Con la riapertura delle scuole sicuramente ci sarà un rialzo del numero di casi di positività al nuovo coronavirus. La ripresa dell’anno scolastico coincide con l’autunn e quindi con il ritorno degli altri virus respiratori e dell’epidemia di influenza”.

Scuola

“Sicuramente i bimbi più piccoli hanno una minore capacità di trasmissione della Covid-19 e questo ci fa ben sperare rispetto all’effetto complessivo dell’apertura. Una ripartenza doverosa, giusta e necessaria ma anche una sfida, uno stress test per tutto il sistema. La ripresa delle attività didattiche coinvolge infatti”8 milioni di bambini e di ragazzi e 2 milioni di operatori, ma più in generale riguarda metà della popolazione italiana coinvolta in qualche modo come persona a contatto con i giovani. La seconda ondata di Sars-CoV-2 va dunque vista come un rischio, un elemento verso cui attrezzarci essendo molto attenti e pronti al massimo dell’assistenza”, ha concluso Pregliasco.