Zaia: “Scuola, ci vogliono regole certe”

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. “La partita delle scuole è la più delicata che ci troviamo ad affrontare".

Zaia
Foto: Twitter

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. “La partita delle scuole è la più delicata che ci troviamo ad affrontare. Se togliamo i non lavorativi, tra dieci giorni iniziano le scuole…”.

Le parole di Zaia

La scuola è l’ennesimo esempio dell’ufficio complicazione affari semplici sempre al lavoro. E’ l’emblema di una partita che per definizione ha bisogno di progettazione e programmazione. Non di ritardi. Servono regole. Distanziamento di un metro da bocca a bocca, mascherine obbligatorie per tutto il personale, insegnante e non, ma non per gli alunni in classe: i più giovani farebbero fatica a tenerla durante tutto l’orario scolastico. Dovranno, semmai, metterla negli spostamenti, all’ingresso e all’uscita. Altra regola è la misurazione delle temperature all’ingresso e ventilazione dei locali. Quando andavo a scuola io c’erano i turni per caricare la stufa. Si può fare lo stesso per aprire le finestre”, ha concluso.

Le parole di Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini torna all’attacco del ministro Azzolina sul tema della scuola e della sua tanto discussa ripresa. “Assumere le migliaia di insegnanti precari che, da anni, già lavorano nelle scuole coi nostri figli. Stabilizzare almeno 20.000 insegnanti di sostegno per non lasciare indietro i bimbi disabili. Collaborare con le scuole pubbliche-paritarie per trovare le 10.000 aule mancanti. Dotare tutte le scuole di termoscanner, per misurare la febbre ai bimbi all’ingresso. Dimenticare la mascherina obbligatoria per i bimbi in classe, una inutile e pericolosa follia. Smetterla di giocare coi banchi con le rotelle, di litigare con sindacati, presidi, insegnanti, governatori e famiglie. Queste le proposte della Lega. Il ministro è in grado di attuarle? No. Alla riapertura dei lavori, presenteremo una mozione di sfiducia a nome di 8 milioni di studenti e famiglie, di un milione di insegnanti, dei presidi e del personale scolastico tutto. La scuola italiana merita di meglio. Azzolina bocciata!”.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.