Renzi: “Referendum, non è una svolta”

Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, ha detto la sua sul referendum sul taglio dei parlamentari in un'intervista a Repubblica.

Renzi anticipa che le regionali saranno perse ma dice: il governo proseguirà
Matteo Renzi

Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, ha detto la sua sul referendum sul taglio dei parlamentari in un’intervista a Repubblica. “Libertà di voto. Non condivido chi parla di attacco alla democrazia, ma neanche l’entusiasmo grillino sulla ‘svolta storica’. Non è una svolta, è uno spot perché se da un lato taglia i parlamentari dall’altro lascia intatti i problemi del bicameralismo perfetto”.

Le parole di Renzi

A me non convince la relazione tra questa riforma costituzionale e legge elettorale. Preferisco il maggioritario al proporzionale anche se rispetto la posizione del Pd. Suggerisco a Conte di battere un colpo sul Mes perché dire no al fondo è un suicidio per un Paese indebitato. Che stiamo aspettando?. Dal Mes capiremo che vuol fare Conte da grande. Se chiede il Mes significa che vuole guidare l’Italia. Se non chiede il Mes, significa che vuole guidare solo i grillini. A lui la scelta”, conclude.

Le parole di Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini torna all’attacco del ministro Azzolina sul tema della scuola e della sua tanto discussa ripresa. “Assumere le migliaia di insegnanti precari che, da anni, già lavorano nelle scuole coi nostri figli. Stabilizzare almeno 20.000 insegnanti di sostegno per non lasciare indietro i bimbi disabili. Collaborare con le scuole pubbliche-paritarie per trovare le 10.000 aule mancanti. Dotare tutte le scuole di termoscanner, per misurare la febbre ai bimbi all’ingresso. Dimenticare la mascherina obbligatoria per i bimbi in classe, una inutile e pericolosa follia. Smetterla di giocare coi banchi con le rotelle, di litigare con sindacati, presidi, insegnanti, governatori e famiglie. Queste le proposte della Lega. Il ministro è in grado di attuarle? No. Alla riapertura dei lavori, presenteremo una mozione di sfiducia a nome di 8 milioni di studenti e famiglie, di un milione di insegnanti, dei presidi e del personale scolastico tutto. La scuola italiana merita di meglio. Azzolina bocciata!”.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.