Musumeci: “Magistratura per migranti”

Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci ha parlato della sua ordinanza che prevede la chiusura degli hotspot.

Sicilia: un traghetto attraversa lo stretto di Messina.

Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci ha parlato della sua ordinanza che prevede la chiusura degli hotspot. “Cosa faremo se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla legittima ordinanza del presidente della Regione, non lo faranno? A noi rimarrebbe solo una strada: rivolgerci alla magistratura perché ci troveremmo di fronte a una palese omissione, con tutto quello che può determinare in un contesto di epidemia. Se il governo impugnasse la nostra ordinanza, faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”.

Le parole di Musumeci

“Se il governo dovesse venirci incontro potrà chiederci 2-3-5-8 giorni di tempo per trovare la possibilità di ricollocare i migranti e di mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza. Se non lo farà li apporremo noi, e metteremo fine a questa indecorosa pagina della nostra Isola. La gente non ne può più e non possiamo accettare che questa gente venga trattata in maniera disumana”.

Migranti

“C’è chi parla di codicilli, di ordinanza legittima o nulla. Intanto, stanotte si sono confermati 58 positivi a Lampedusa. E altri tamponi arriveranno in giornata per l’esito, al secondo controllo che ho disposto. Ulteriore dimostrazione che la mia ordinanza interviene su materia sanitaria e non sulla politica migratoria. Dal Viminale attendiamo risposte, non altro. Lampedusa è un’isola abbandonata a se stessa”.

Sicilia

“E’ caduto nel vuoto l’appello del sindaco Totò Martello, così come il sopralluogo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Appelli inascoltati, tant’è che ancora oggi la dichiarazione dello ‘stato d’emergenza’ non c’è. I numeri degli arrivi in Sicilia sono impressionanti: solo a luglio sono arrivati 7067 migranti e ad agosto altri tremila. Nel 2019 sono stati a luglio 1088, ad agosto 1268 in tutto il mese”.

Musumeci e lo Stato

“Da parte nostra non c’è alcuna volontà di scontro con lo Stato centrale anche perché lo Stato siamo noi. La Regione, i Comuni, le ex province. Dal governo centrale ci attendiamo lo stesso rispetto. Invece di rispondere con atti concreti sull’emergenza immigrazione, il governo centrale trova la soluzione: creiamo campi di concentramento, che chiamano tendopoli in un deposito militare a Vizzini, abbandonato da anni. Ci troviamo con tende che ci ricordano luoghi e scene da dimenticare assolutamente”, ha concluso.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.