Santori: “Sardine per ‘no’ al referendum”

A 'La Repubblica' il leader delle Sardine Mattia Santori si è esposto. "Ci siamo schierati per il No al prossimo referendum".

Mattia Santori
Mattia Santori

A ‘La Repubblica’ il leader delle Sardine Mattia Santori si è esposto. “Questo referendum sul taglio dei parlamentari, associato all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, porta a un sistema oligarchico. È in gioco la qualità della nostra democrazia, per questo ci siamo schierati per il No”.

Le parole di Santori

“Vogliamo che il Parlamento riprenda la sua funzione: è stato snaturato non per via del numero dei parlamentari, ma perché una certa politica ha preferito al Parlamento altre sedi come le dirette Facebook, la piattaforma Rousseau, la spiaggia del Papeete”, conclude.

Sardine di Santori

Mattia Santori e Giulia Trappoloni, due dei fondatori delle 6.000 sardine bolognesi, raccontano a a La Repubblica come ritorneranno in piazza. “Ci hanno dati per morti, ma siamo stati il primo movimento politico apartitico ad aver organizzato una manifestazione in piazza a Bologna dopo il lockdown. Adesso invece vorremmo ritornare a mettere al centro della bagarre elettorale la politica”.

Tour

Abbiamo progettato un tour, da Casa Matteotti in Veneto alla casa museo Sandro Pertini a Genova. Sarà una campagna elettorale alternativa da fare tutti insieme, per in piazza portando con noi i valori costituzionali. Noi non diamo indicazioni di voto ma non ci riconosciamo in quei politici che sfruttano debolezze e fragilità dei migranti o che sfruttano ideologie fasciste per fare propaganda politica”.

Regionali

Mattia Santori, leader delle Sardine, era rispuntato a Otto e Mezzo. “Inizieremo a parlare con i nostri referenti regionali, vogliamo esserci e vogliamo dire la nostra alle elezioni regionali. Abbiamo fatto esattamente quello che ci eravamo detti, avevamo detto che la fretta sarebbe stata una grande nemica. Siamo cascati nel tranello della fretta, poi c’è stato il distanziamento fisico che per noi è come togliere l’ossigeno a una persona e siamo cascati nel tranello del web, nel tranello di quello che le persone vorrebbero noi fossimo: una sorta di lista di sinistra, è sbagliato omologarsi a questo modo di fare politica. Siamo ripartiti dai dodici punti del nostro manifesto, è un contenitore liquido che ognuno può riempire, ci sarà una linea nazionale”.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.