Gentiloni: “Europa è tornata centrale”

Paolo Gentiloni, commissario Europeo per gli Affari Economici, nel corso del suo intervento al meeting di Rimini ha parlato di Europa.

Recovery Fund, Gentiloni:
Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni, commissario Europeo per gli Affari Economici, nel corso del suo intervento al meeting di Rimini ha parlato di Europa. “C’è stata finalmente la capacità di dare una risposta diversa rispetto a 10 anni fa. Intendiamoci: non è stato facile e non sono mancati i contrasti e le divisioni, e le abbiamo viste fino all’ultimo”.

Le parole di Gentiloni

“Tuttavia si può dire che grazie a questa reazione l’idea di Europa è ritornata centrale e strategica. Il punto oggi è se riusciremo a mantenere le promesse che sono dentro a questa rivincita europea e per mantenerle molto dipenderà dal lavoro della Commissione europea. La sfida per l’Unione è di individuare nuove risorse proprie, cioè risorse senza far ricorso al contributo dei singoli Paesi per ripagare questo debito e mantenere questa promessa dipenderà dalla qualità della risposta economica e dalla capacità di utilizzo del recovery fund”, conclude.

Le parole di Bassetti

Su Facebook è tornato a parlare Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Sarebbe veramente una brutta figura, anche internazionale non riaprire le scuole a settembre. “Credo che mettere in dubbio il regolare e sicuro inizio delle scuole a settembre a causa del Covid, dopo aver avuto 6 mesi a disposizione per confrontarsi e organizzarsi, non sia degno di un grande paese come l’Italia. Spero che ciò che qualcuno ha affermato sia privo di fondamento altrimenti, forse, occorrerebbe chiedere a qualche esperto, magari francese, tedesco o di altri Paesi europei, di venire a insegnarci come fare. Io comunque rimango fiducioso”, ha concluso.

Le parole di Crisanti

In un’intervista a ‘La Stampa’ il virologo Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, ha parlato della scuola. “Le misure prese sulla scuola sono troppo passive. Davanti all’aumento dei contagi serve un piano di sorveglianza attiva, che riguardi le classi e le comunità di provenienza dei ragazzi. In Italia bisogna passare dagli attuali 60 mila temponi al giorno a 250 mila. È il passe-partout per convivere con l’epidemia senza cadere in un secondo lockdown. Se ad agosto siamo a quasi mille casi al giorno come si può pensare che a ottobre e novembre non aumentino? Senza un piano adeguato tutto diventa rischioso, anche riaprire le scuole”.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.