Gori: “Basta diffidenza per le imprese”

Giorgio Gori, sindaco Pd di Bergamo, ha scritto una lettera aperta su "Il Foglio". "L'Italia non cresce da vent'anni".

Gori
Giorgio Gori, sindaco di Bergamo (Foto: Twitter)

Giorgio Gori, sindaco Pd di Bergamo, ha scritto una lettera aperta su “Il Foglio”. “L’Italia non cresce da vent’anni, ha una produttività mediamente molto lontana da quelle dei maggiori paesi europei, attrae pochi investimenti dall’estero, innova troppo poco, tende a scivolare verso i segmenti più bassi delle catene del valore e schiacciare qualità del lavoro e salari”.

Le parole di Gori

Il Pd vuole farsi carico di questi problemi, e dare quindi rappresentanza all’Italia che lavora e che produce, o no? Il punto è la centralità del lavoro, dell’impresa e della crescita. Nessuna forza politica ha in cima all’agenda i temi che interessano le regioni più industrializzate. Quello che pensa Riello lo pensano la gran parte degli imprenditori, degli operai, degli artigiani, dei commercianti, delle partite iva, degli autonomi e dei professionisti che vivono e lavorano nel nostro paese, a partire da quelli del nord. È una bugia dire che si difendono i lavoratori se non si difendono le imprese“, ha concluso.

Le parole di Gualtieri

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri traccia un bilancio con la Repubblica. “Quella di contrastare i pesanti effetti economici del Covid-19 con un forte intervento anticiclico in deficit è una strategia giusta, che abbiamo definito in modo condiviso a livello europeo e internazionale. Senza questi interventi, la crisi avrebbe avuto conseguenze economiche e sociali insostenibili che avrebbero compromesso la possibilità di una ripartenza che invece è in corso”.

Tasse

La scadenza del 20 luglio è alle nostre spalle. Nel decreto abbiamo rinviato al prossimo aprile il secondo acconto di novembre per Isa e forfettari che hanno subito perdite. Per quanto riguarda la riforma fiscale stiamo lavorando a un modello che prevede una riduzione dell’Irpef, che ricordo il governo ha già avviato quest’anno, e l’assegno unico per i figli da finanziare in parte con una riforma delle detrazioni e dei sussidi ambientali dannosi e in parte col contrasto all’evasione e che potrà essere implementato gradualmente per garantire l’equilibrio della finanza pubblica. Io apprezzo il modello tedesco di progressività con aliquota continua ma su questo non abbiamo ancora deciso. Vogliamo eliminare le arretratezze. Le misure per il Sud vanno in questo senso. Il Recovery Plan sarà tutto su innovazione e transizione energetica“.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.