Conte: “A cena con Salvini? No, Meloni”

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Ceglie Messapica, nel corso di un’intervista con il direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, nell’ambito dell’evento 'La Piazza', ha dato le risposte ad una domanda particolare.

Poliziotto scorta Conte morto
Foto: Facebook

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Ceglie Messapica, nel corso di un’intervista con il direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, nell’ambito dell’evento ‘La Piazza’, ha dato le risposte ad una domanda particolare. “Crimi e Zingaretti li porterei entrambi a cena, abbiamo molto di cui parlare anche per la prospettiva delle elezioni regionali”.

Le parole di Conte

“Con Salvini c’è qualche difficoltà di dialogo, quindi confido di poter dialogare meglio con la Meloni, però che chiunque sia non mi faccia il problema a quale cena, è una cena istituzionale, a quale ristorante, invito io, inviti tu, insomma che si trovi subito l’appuntamento. Invece tra i presidenti delle Regioni Lombardia, Attilio Fontana, e Veneto, Luca Zaia, sceglierei il secondo. Con Di Maio sono stato spesso a cena anche qualche giorno fa, con Di Battista mai. Mentre tra Beppe Grillo e Davide Casaleggio, la scelta ricadrebbe su Grillo, con il quale si affronta il futuro, si parla di tante innovazioni tecnologiche, senza nulla togliere a Davide Casaleggio”, conclude.

Coronavirus

Il premier Conte ha parlato al Corriere della Sera. “Sin dall’inizio di questa emergenza ho seguito un percorso all’insegna della cautela, ma anche di misure proporzionate a quanto stava accadendo. Sono convinto che questo governo abbia agito bene e dunque non cambio idea.a Adesso è arrivato il momento di non pensare a nuove restrizioni, ma di sostenere una effettiva ripartenza. E, dunque, se tutti ci impegneremo per questo obiettivo e rispetteremo quelle regole ormai minime, ma necessarie, di protezione, insieme riusciremo davvero a tornare alla normalità”.

Regole

Sono sempre stato rigoroso, ma non mi pento di nulla. Quando abbiamo deciso di chiudere dicevano che dovevamo tenere aperto. Quando volevamo cominciare ad aprire, ci chiedevano di essere rigidi. Mi sono sempre confrontato con ministri e scienziati e ora ho la percezione che se concederemo qualche apertura faremo bene. Mascherine e distanze? Sono fondamentali, ma non devono essere percepite come una limitazione e in ogni caso adesso ho grande soddisfazione nel vedere chi ci derideva costretto a coprire naso e bocca e soprattutto a consigliare a tutti, giovani prima di tutto, che bisogna essere prudenti. Discoteche? Sono molto prudente, sinceramente non mi sembra ancora opportuno concedere il permesso, troppo pericoloso. Si suda, si beve insieme, si sta vicini…. La scuola riparte, non ci sono dubbi. Soltanto una nuova e fortissima impennata di contagi può impedirlo, ma io non voglio nemmeno pensare a questa eventualità“.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.