Nannicini: “Pd, serve discussione vera”

Tommaso Nannicini alza la voce in un'intervista all'Agi. "Non serve per forza un congresso ma una discussione vera sì, con posizioni chiare, trasparenti e contrapposte".

Tommaso Nannicini alza la voce in un’intervista all’Agi. “Non serve per forza un congresso ma una discussione vera sì, con posizioni chiare, trasparenti e contrapposte. Non si può andare avanti a colpi di interviste sui giornali di importanti dirigenti del Pd che cambiano, non solo la linea, ma l’identità stessa del partito. Si può fare tutto, ma discutiamone”.

Le parole di Nannicini

“Gli attuali gruppi dirigenti del Pd sono stati eletti in un congresso in cui tutte le mozioni scrivevano: ‘mai al governo con i 5 Stelle’. Capisco che il quadro sia cambiato, ma vogliamo chiedere ai nostri militanti e ai nostri elettori che cosa ne pensino di trasformare un accordo di governo d’emergenza in un’alleanza politica strategica? E chiediamogli anche su quale idea di Italia e di Europa il Pd debba ricostruire un’identità forte e autonoma”.

Congresso

“Adesso i numeri rispondono a un congresso che appartiene alla preistoria. Eravamo all’opposizione di Conte, Di Maio e Salvini. Renzi era ancora nel Pd. Oppure, e questo è ancora peggio, i numeri rispondono solo a filiere personali. Per questo serve una nuova dialettica interna fondata sui contenuti. L’unità si costruisce così, rispettando le idee di tutti, non con le ammucchiate che hanno l’unico scopo di non mettere in discussione gli equilibri dei gruppi dirigenti”.

Su Zingaretti

“Di leadership si discute quando ci sono i congressi. Adesso dobbiamo discutere di idee, senza drammi e senza anatemi. Alla fine l’accordo è accettabile nelle condizioni date. Peccato però che la maggioranza abbia perso due presidenze al Senato per colpa di fibrillazioni interne. No al referendum e di riparlarne dopo. Adesso ci sono altre priorità sul fronte economico e sociale. E va fermata una riforma mal disegnata per strizzare l’occhio alla demagogia antipolitica, visto che i correttivi richiesti dal Pd al momento della formazione del governo non sono mai arrivati”, ha concluso.