Gualtieri: “Nodo licenziamenti sciolto”

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri lasciando Palazzo Chigi dove è terminata la riunione di maggioranza ha preannunciato una novità.

Dl aprile Gualtieri
Foto: Twitter

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lasciando Palazzo Chigi dove è terminata la riunione di maggioranza ha preannunciato una novità. “Abbiamo raggiunto l’intesa sul Dl agosto, ci sarà il Cdm per l’approvazione”.

Le parole di Gualtieri

Il nodo è stato sciolto, c’è condivisione, abbiamo trovato la sintesi a proposito della questione del blocco dei licenziamenti nel testo del dl”, ha concluso.

Le parole di Landini

Il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini in un’intervista a Repubblica aveva lanciato un appello all’unità. “Tutti i licenziamenti vanno bloccati fino a fine anno e i contratti nazionali devono essere rinnovati. Altrimenti per Cgil, Cisl e Uil sarà sciopero generale. Non vogliamo lo scontro, è il momento di coesione e responsabilità, anche delle imprese. “Sostengo la necessità della proroga allo stop dei licenziamenti perché dovrebbe essere chiaro a tutti che subire un licenziamento per una persona è un dramma. Il lavoro, anche nei ruoli più umili ed essenziali, ci ha fatto uscire dalla fase più drammatica della pandemia. Non puoi ringraziare le persone che hanno fatto il loro dovere in questo periodo dicendo che ora possono anche essere licenziate. È un linguaggio sbagliato. Oggi è il momento della coesione. La precarietà introdotta negli ultimi vent’anni – mettendo in discussione conquiste e diritti – non ha prodotto posti né migliorato la produttività delle aziende”.

Cgil

La posizione ufficiale del sindacato è che il blocco dei licenziamenti per tutti fino a fine dicembre, con due possibili eccezioni: le imprese che cessano per messa in liquidazione e se si fanno accordi sindacali fondati sull’adesione volontaria. Altrimenti c’è la mobilitazione. Non mi convincono nemmeno gli incentivi ad aziende che non usano più cassa integrazione: sono soldi pubblici usati male. Se non fai cassa vuol dire che hai lavoro. Siamo dinanzi a un momento cruciale. Se si perde l’opportunità degli aiuti che arrivano dall’Europa, i 209 miliardi, non ci sarà un secondo tempo e tra qualche anno saremo fuori dall’Europa e in declino industriale”.