Mattarella: “Stop proliferazione armi”

Nuovo messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "L’Italia sostiene con forza l’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari".

Mattarella:
Sergio Mattarella

Nuovo messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Il bombardamento atomico di Hiroshima – cui seguì, tre giorni dopo, quello su Nagasaki – di cui oggi ricorre il 75esimo anniversario, vide l’umanità apprendere in pochi secondi l’esistenza di strumenti di autodistruzione totale. Le due città giapponesi sono tutt’oggi un monito costante a mantenere e sviluppare ulteriormente quel sistema di istituzioni ed accordi –con le Nazioni unite al centro– creato dopo la Seconda Guerra Mondiale per garantire a tutti pace e sicurezza durature. L’architettura internazionale per il disarmo e la non proliferazione è una componente importantissima di tale sistema. Ogni sua violazione rappresenta un passo verso l’olocausto nucleare”.

Le parole di Mattarella

L’Italia sostiene con forza l’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari, attraverso un approccio progressivo al disarmo che preveda il responsabile coinvolgimento di ogni Stato. L’agenda internazionale non può prescindere da questo traguardo. Rendere omaggio alle innumerevoli vittime di quei tragici eventi e ai moltissimi che, sopravvissuti ai bombardamenti, subirono gli effetti devastanti delle radiazioni, significa impegnarsi per creare un mondo pacifico per adempiere la promessa incisa sul cenotafio di Hiroshima. ‘Non ripeteremo l’errore'”. Così ha concluso Mattarella.

Le parole di Frattini

All’Adnkronos Franco Frattini, presidente della Sioi, già ministro degli Esteri, ha commentato la spaventosa esplosione verificatasi a Beirut. “Il Libano rischia di finire fuori controllo. Il Paese è scosso da una crisi drammatica, accentuata dal Covid, che ha portato a un calo drammatico del reddito medio, e che ha portato a importanti manifestazioni di protesta. Il tutto, pur avendo il Presidente Aoun stretti legami con un primo ministro appartenente all’ala sciita più vicina a Hezbollah, accentuato dalla storica fragilità di un Paese privo di risorse petrolifere e anello debole dell’area. E’ una tragedia che ancora non ha cause accertate. Con tutto il rispetto per l’analisi statunitense che punta l’indice sull’azione terroristica, altre fonti indicano che questo materiale (il nitrato di ammonio, ndr.) viene usato dai terroristi. E’ presente nei fertilizzanti, si reperisce facilmente e a buon mercato. Tuttavia, in un deposito così, è anche soggetto facilmente a un incidente”.

Ue

A questo punto si alzi il livello di guardia per i nostri militari presenti in zona. Metto in guardia dal rischio che anche Israele possa prendere contromisure. Si è visto nel 2006 che se percepisce una minaccia per la propria sicurezza non perde un attimo e interviene di conseguenza. Finora tutto quello che l’Ue è riuscita a dire è stato che potenzierà il dispositivo di Protezione civile… Ma scherziamo? Si poteva, quantomeno, attivare meccanismi concreti di assistenza nei corridoi umanitari con la Siria”.