Landini: “Blocco licenziamenti o scontro”

Il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini in un’intervista a Repubblica lancia un appello all’unità.

Susanna Camusso e Maurizio landini
Susanna Camusso e Maurizio landini

Il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini in un’intervista a Repubblica lancia un appello all’unità. “Tutti i licenziamenti vanno bloccati fino a fine anno e i contratti nazionali devono essere rinnovati. Altrimenti per Cgil, Cisl e Uil sarà sciopero generale. Non vogliamo lo scontro, è il momento di coesione e responsabilità, anche delle imprese”.

Le parole di Landini

Sostengo la necessità della proroga allo stop dei licenziamenti perché dovrebbe essere chiaro a tutti che subire un licenziamento per una persona è un dramma. Il lavoro, anche nei ruoli più umili ed essenziali, ci ha fatto uscire dalla fase più drammatica della pandemia. Non puoi ringraziare le persone che hanno fatto il loro dovere in questo periodo dicendo che ora possono anche essere licenziate. È un linguaggio sbagliato. Oggi è il momento della coesione. La precarietà introdotta negli ultimi vent’anni – mettendo in discussione conquiste e diritti – non ha prodotto posti né migliorato la produttività delle aziende”.

Cgil

La posizione ufficiale del sindacato è che il blocco dei licenziamenti per tutti fino a fine dicembre, con due possibili eccezioni: le imprese che cessano per messa in liquidazione e se si fanno accordi sindacali fondati sull’adesione volontaria. Altrimenti c’è la mobilitazione. Non mi convincono nemmeno gli incentivi ad aziende che non usano più cassa integrazione: sono soldi pubblici usati male. Se non fai cassa vuol dire che hai lavoro. Siamo dinanzi a un momento cruciale. Se si perde l’opportunità degli aiuti che arrivano dall’Europa, i 209 miliardi, non ci sarà un secondo tempo e tra qualche anno saremo fuori dall’Europa e in declino industriale”.

Risposta a Bonomi

Bonomi cominci a firmare i contratti nazionali. Non facendolo si assume la responsabilità di aprire uno scontro sociale di cui noi non sentiamo il bisogno. Abbiamo chiesto al governo di defiscalizzare gli aumenti salariali dei contratti nazionali e Confindustria potrebbe chiederlo con noi e lo stesso potrebbe fare spingendo per una legislazione che dia validità generale ai contratti nazionali“, ha concluso.