Mattarella: “Affetto per amici libanesi”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al presidente della Repubblica Libanese.

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al presidente della Repubblica Libanese.

Le parole di Mattarella

“Ho appreso e seguo con profonda tristezza la notizia delle esplosioni verificatesi a Beirut nelle ultime ore. Nel farmi interprete dei sentimenti di vicinanza e solidarietà del popolo italiano, desidero quindi farLe pervenire le espressioni del più sentito cordoglio dell’Italia tutta e porgerLe, anche a nome mio personale, le più sincere condoglianze. In questa dolorosa circostanza ci stringiamo con affetto all’amico popolo libanese. Il nostro pensiero va poi alle numerosissime vittime della terribile tragedia e alle loro famiglie, mentre con viva speranza auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento”, si legge.

Regioni

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha anche parlato in occasione del cinquantesimo anniversario di costituzione delle Regioni a statuto ordinario. “Si avverte la necessità di individuare, con maggiore precisione, sedi e procedure attraverso le quali il principio di leale collaborazione, caposaldo della giurisprudenza costituzionale, possa divenire sempre di più la cifra dei rapporti tra lo Stato, le Regioni e le autonomie locali. È importante quindi che la soggettività politica delle Regioni si sviluppi. Non però in contrapposizione con l’indirizzo politico statale, ma in chiave di confronto e di cooperazione”.

Riforma

Siamo in un momento che richiede un’opera di aggiornamento e di più adeguata sistemazione complessiva della nozione stessa di regionalismo. La riforma del Titolo quinto intervenuta nel 2001 ha rappresentato un coerente sviluppo dei principi costituzionali. Prevede che l’esercizio dell’autonomia si conformi a esigenze di solidarietà e di perequazione finanziaria tra i diversi territori, riconoscendo allo Stato il ruolo di garante dell’uniformità dei livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali sull’intero territorio nazionale. Esigenza accresciuta dalla consapevolezza dell’aumento intervenuto nel tempo del divario di sviluppo tra i territori e segnatamente tra il Nord e il Sud del Paese. Con il conseguente incremento delle diseguaglianze tra le condizioni dei cittadini”.