Di Maio: “Recovery, soldi da spendere”

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è stato ospite del Villaggio Rousseau.

Fonte: Pagine FB Ufficiale di Luigi Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è stato ospite del Villaggio Rousseau. “Credo che la più grande idea ribelle sia mettere questo Paese nelle condizioni di spendere quello che ha. Abbiamo ottenuto un grande risultato grazie al premier Conte, al ministro Amendola, al corpo diplomatico nella trattativa sul Recovery Fund e se oggi la struttura normativa del Paese non è in grado di spendere questi soldi velocemente, mettiamola in discussione. I soldi del Recovery Fund dovremo essere in grado di spenderli e soprattutto dovremo fare in modo di fare progetti per il futuro dei nostri figli e non per le beghe di cortile o le misure da bassa cucina”.

Le parole di Di Maio

Da esponente del Movimento 5 Stelle, Di Maio ha anche avanzato un’altra proposta. “Il decreto semplificazioni comincia a buttare giù una serie di leggi e di norme. Dobbiamo abolire un po’ di leggi. Cominciamo ad abolire tutte le leggi che saranno nemiche della capacità dello Stato di spendere i soldi del Recovery Fund”.

Recovery Fund

L’Europa è cambiata. Il Recovery Fund è figlio di tanti fattori. L’Italia ha saputo negoziare con la grande volontà di creare un piano ambizioso, ma è figlio anche di una svolta della Germania. Una svolta dovuta al fatto che le nostre imprese hanno dato alle aziende di tutta Europa tantissimo in termini di qualità e di competenze, per cui se l’Italia ha una crisi economica ne risentono tanti altri sistemi industriali dell’Unione Europea”.

L’accordo di Bruxelles

All’indomani dell’accordo di Bruxelles era già tornato a parlare il ministro degli esteri, Luigi Di Maio, a La Repubblica. “E’ un accordo che mette al centro il futuro delle giovani generazioni e non gli interessi di qualche Stato. L’Europa era davanti a un bivio e ha scelto di rispondere. Ora tocca a noi dare le dovute risposte agli italiani attraverso un piano di riforme concreto e ambizioso. Le imprese e tutto il mondo produttivo chiedono una reazione a stretto giro, l’economia non può reggere i tempi della burocrazia europea. Se non diminuiamo il carico fiscale i consumi non ripartono. C’è il tema del Patto di Stabilità, la cui proroga della sospensione è fondamentale. Ci servono nuove regole, non si può tornare al Patto di Stabilità. Conte potrebbe essere prossimo capo politico M5S? Questo deve chiederlo a Conte, da parte mia le dico che sarei molto felice se scegliesse di iscriversi al Movimento. Sarebbe una grande risorsa in più su cui contare”.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.