Il piano di De Benedetti: via Conte dentro Draghi, coi voti di Silvio

Il piano di De Benedetti: via Conte dentro Draghi, coi voti di Silvio. L'attuale premier è il vuoto assoluto e Berlusconi è ok per isolare Salvini e Meloni, dice l'ingegnere

Il piano di De Benedetti: via Conte dentro Draghi, coi voti di Silvio. “Se si tratta di isolare Salvini e Meloni trangugio anche Berlusconi al governo con la sinistra“. Lo dice chiaro l’ingegner Carlo De Benedetti, già proprietario di la Repubblica e della Cir, nemico acerrimo del Cavaliere per decenni, che in un colloquio con Il Foglio aggiunge anche che quest’intesa dovrebbe implicare un “benservito a Conte che rappresenta il vuoto pneumatico“. Gli anni passano, sia Silvio che Carlo sono anziani e, soprattutto, il paese sta sempre peggio.

Il piano di De Benedetti: via Conte dentro Draghi, coi voti di Silvio

Su Berlusconi in un nuovo governo, insomma, lui la pensa come Romano Prodi. Perché se tutto va bene “è in arrivo nel nostro paese una quantità di denaro da investire che non si vedeva dal primo dopoguerra“, quindi si tratta di “un’occasione unica” per la quale “c’è bisogno di un governo, e di una personalità al governo, che questa occasione storica la sappia cogliere”. Si coglie il nome di Mario Draghi, prestigioso, competente e che, diciamo per caso, difficilmente avrebbe i numeri in questo Parlamento. De Benedetti è più ottimista: “Ora o mai più”, incalza, perché “non è pensabile che sia lui”, Conte, “a programmare il futuro dell’Italia per i prossimi anni”.

De Benedetti ritiene che “se Berlusconi si stacca dalla destra sovranista è possibile che si formi una maggioranza in grado di esprimere un presidente del Consiglio finalmente capace di fare il suo mestiere“. Draghi?, chiede Il Foglio. “Magari”, risponde appunto lui. E il nuovo governo, secondo l’Ingegnere dovrebbe fare come prima cosa “una riforma fiscale che sia l’esatto opposto di quello che dice Giulio Tremonti“. Ovvero? “Vanno tassate le cose non le persone“. Quindi “un programma intelligente di modernizzazione del paese”. Qualche vecchio nemico è rimasto tale.