Per Sassoli in Italia non si è capita la gravità della crisi da Covid-19

Per Sassoli in Italia non si è capita la gravità della crisi da Covid-19. Dov'è il dibattito sulle grandi riforme?, chiede il presidente del parlamento europeo

Per Sassoli in Italia non si è capita la gravità della crisi da Covid-19. Ruvido, ma realista. “Mi chiedo dove sono i dibattiti in Italia sulle grandi riforme di cui il Paese ha bisogno. Dov’è il dibattito sul sistema regionale, sul mercato del lavoro, sulla lotta alla povertà, sul green deal nazionale, sulla ristrutturazione del servizio sanitario, sulla lotta all’evasione? Ecco, credo che la concentrazione del Paese in questo momento debba essere sulle sfide che il Covid ci mette di fronte”.

Per Sassoli in Italia non si è capita la gravità della crisi da Covid-19

Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, sottolineando che “a leggere i giornali si ha l’impressione di un Paese che fa tutto per tornare a quello che era prima del Covid. Questo mette un po’ di preoccupazione. Qui a Bruxelles si parla molto delle previsioni catastrofiche dell’economia. Per l’Italia è un tema aperto. Ieri la Merkel ha detto che l’Europa è di fronte all’abisso. Non vorrei che il dibattito politico italiano riflettesse la nostalgia di tornare a passare l’estate al Papeete“. Poi Sassoli è anche ottimista nel sostenere che “in questo momento, devo dire, in Europa c’è grande fiducia verso l’Italia, perché l’Italia è davvero il termometro di ogni sforzo di ripresa dell’economia europea. Il governo riscuote fiducia. Quel che ci si aspetta è anche una velocità di interventi. E su questo forse una concentrazione maggiore servirebbe”.

Quanto alle preoccupazioni del commissario Paolo Gentiloni per quel che può succedere in autunno in Italia, Sassoli commenta: ”Quando hai una previsione di meno 11,2 del Pil, credo che ogni ipotesi possa verificarsi. Non c’è preoccupazione, c’è terrore. La preoccupazione non darebbe l’idea delle conseguenze che questi dati potrebbero provocare sul piano sociale. Ci siamo dati un metodo. Deve arrivare la proposta di Michel, ne deve discutere il Consiglio. Il Parlamento europeo è pronto anche a plenarie straordinarie in estate. Bisogna verificare passo per passo la coerenza degli interventi. Ma dev’essere un buon accordo. Bisogna fare in fretta, ma soprattutto bisogna fare bene”.