Berlusconi condannato ingiustamente? Il giudice Esposito: diffamato, ora querelo

Berlusconi condannato ingiustamente? Il giudice Esposito: diffamato, ora querelo. Polemica al calor bianco dopo gli audio choc della toga Amedeo Franco

Berlusconi condannato ingiustamente? Il giudice Esposito: diffamato, ora querelo. Polemiche incadescenti sulla sentenza della Corte di Cassazione dell’agosto 2013 nel processo Mediaset in cui era imputato, per frode fiscale, l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Berlusconi condannato ingiustamente? Il giudice Esposito: diffamato, ora querelo

Fu l’unica condanna incassata da Berlusconi e, in virtù della legge Severino, implicò la sua estromissione dal Parlamento. Sette anni dopo riecco duellare difesa e accusa, che ribadiscono le proprie posizioni. A scatenare il putiferio gli audio choc rivelati da Il Riformista di Amedeo Franco, relatore della sezione della Suprema Corte che emise la sentenza, morto l’anno scorso, in cui Franco parla di “plotone di esecuzione” e di verdetto “manovrato dall’alto”. Parole respinte dal giudice Antonio Esposito che presiedeva la terza sezione feriale. “Non ho mai, in alcun modo, subito pressioni né dall’alto né da qualsiasi altra direzione”, sostiene spiegando di non aver ricevuto “pressioni dalla Procura della Repubblica di Milano con la quale non ho mai avuto contatti”.

Nella nota firmata anche dal giudice Claudio D’Isa si legge che la sentenza “fu adottata all’unanimità. Il giudice Amedeo Franco prese parte, unitamente agli altri componenti, alla stesura della motivazione, approvata all’unanimità, in un’apposita camera di consiglio di cui venne redatto verbale sottoscritto da tutti i componenti che poi sottoscrissero la motivazione firmando ogni foglio della sentenza”, conclude la nota. Esposito, poi, in un’altra nota, “smentisce in modo categorico un proprio qualunque coinvolgimento, a 360 gradi, nei fatti, totalmente inventati, raccontati dallo ‘scoop’ del Riformista, poiché risulta totalmente estraneo, a qualunque titolo e sotto ogni profilo, alle gravissime e diffamatorie insinuazioni, prive di logica, che sono state fatte, prima, da Sansonetti e poi raccontate in maniera ulteriormente distorta da Quarta Repubblica”. Esposito definisce “gravissime e diffamatorie insinuazioni” le notizie riportate dagli organi di stampa e aggiunge che “per tutelare la propria onorabilità nuovamente intaccata da questa colata di fango, questa volta sotto le mentite spoglie di uno ‘scoop’ di dubbio gusto perché tira in ballo perfino i morti, notoriamente incapaci di ‘difendersi’, verranno adite tutte le competenti Autorità nei termini di legge. Semplicemente falsa, siccome del tutto inventata, la circostanza che il figlio del dottore Esposito fosse stato ‘beccato’ in possesso di droga, circostanza mai esistita. La estrema gravità dell’affermazione del Franco comportava, prima che tale infamità venisse data in pasto all’opinione pubblica, la verifica della fondatezza di tale notizia”. E la sensazione è che il marasma sia appena iniziato.