Alitalia, Marattin: “Stanchi di buttare soldi. Questa storia deve finire”

Alitalia, Marattin: "Stanchi di buttare soldi. Questa storia deve finire". Iva? Tagliamo l'Irpef cancellando Quota 100, dice l'esponente di Iv

Alitalia, Marattin: “Stanchi di buttare soldi. Questa storia deve finire”. Due nodi industriali sui quali il governo è incagliato. “Io le posso dire la nostra posizione, che abbiamo sempre ripetuto con costanza e coerenza. Su Aspi, siamo per cambiare subito il metodo tariffario, finora enormemente sbilanciato a favore del concessionario, e di attendere che le responsabilità sul Ponte Morandi siano sancite da un tribunale e non da un post su Facebook. Su Alitalia, siamo semplicemente stanchi di buttare miliardi di soldi dei contribuenti. Questa storia deve finire prima o poi“, dice Luigi Marattin di Italia Viva al Corriere della Sera.

Alitalia, Marattin: “Stanchi di buttare soldi. Questa storia deve finire”

Tutto giusto, per carità. Ma va ricordato che l’Alitalia a gestione Etihad entra in crisi irreversibile nel 2017, governo Gentiloni con Carlo Calenda allo Sviluppo e Matteo Renzi segretario del Pd. Quell’esecutivo, che ricominciò con i prestiti ponte alla ex compagnia di bandiera, ebbe a disposizione quasi un anno per risolvere la questione in maniera definitiva, vendendo il vettore (a Lufthansa in primis), ovviamente alle condizioni richieste dai compratori, perché altre non ne esistono: quindi spezzatino. Scelse di non farlo, e ora il bubbone è esploso di nuovo, con un’altra nazionalizzazione in arrivo e ancora miliardi dei contribuenti destinati al macero.

Sulla questione Iva, Marattin fa notare comunque che “la priorità è ridurre la tassazione sul lavoro, sia dipendente che autonomo” perché “solo riducendo le tasse su chi lavora e produce l’Italia può mettersi a correre”. Sull’intervento temporaneo che tagli l’Iva nella seconda metà del 2020, spiega: “Al momento le risorse disponibili per il 2020 sono pari a 800 milioni di euro e li stiamo spendendo nella conversione del decreto Rilancio. Per fare altro, serve uno scostamento di bilancio. Ma nessuno ha ancora proposto di inserire una decina di miliardi di significativo taglio Iva”. Marattin aggiunge che “l’Irpef è vecchia, piena di buchi, iniqua, complicata, troppo progressiva là dove non dovrebbe esserlo, cioè ai livelli di reddito medio-bassi. Noi abbiamo una proposta per rifarla daccapo, per creare un sistema di tassazione sul reddito nuovo, più leggero e immensamente più semplice”. Secondo il deputato, “i vantaggi di un sistema più semplice sarebbero notevoli anche a gettito invariato. Ma noi vogliamo ridurre in maniera sostanziale il peso su chi lavora. Cinque miliardi già li abbiamo, l’annualità 2021 del cuneo fiscale. Se ne possono trovare almeno altri 10 tra deficit e revisione della spesa, a partire da Quota 100“.

Più in generale però, sull’utilizzo dei soldi del Recovery fund, Marattin predica ancora buonsenso in un deserto in cui si sentono annunci bislacchi a ripetizione: “La politica deve ritrovare serietà. – dice – E la serietà impone di non parlare di fondi che devono essere approvati all’unanimità da un Consiglio Ue in cui 4 Paesi hanno per ora una posizione contraria. Si rischia di generare aspettative il cui non soddisfacimento farebbe aumentare il senso di sfiducia sia verso la Ue che verso la politica. Specie in un Paese perennemente affamato di spesa pubblica. Per il momento – prosegue – gli unici fondi sicuri sono i 36 miliardi del Mes, che riteniamo folle non utilizzare. Noi abbiamo proposto di rifare tutti i Pronto soccorso d’Italia, più tante altre cose”.